ALIMENTAZIONE E DIFESE IMMUNITARIE

La prevenzione è una strategia fondamentale per evitare molte malattie a cominciare dai problemi circolatori, respiratori, cardiaci, osteoarticolari, ecc.. e non può prescindere da una corretta alimentazione.
Quale rapporto c’è tra l’alimentazione e le difese immunitarie? lo spiega Barbara Giordano, biologa nutrizionista dell’associazione AREGAI.
Questa pillola informativa fa parte di un progetto che AREGAI ha realizzato per contribuire alla creazione del Benessere Equo e Sostenibile. Impariamo a prenderci cura di noi stessi attraverso una sana alimentazione ed un corretto stile di vita, facilmente applicabili anche nel vissuto quotidiano, per raggiungere il benessere psico-fisico e mantenerci in buona salute anche nel futuro. Vi aspettiamo per altre news sul tema!!!

LAVORARE GESTENDO IL RISCHIO CORONAVIRUS

Il coronavirus sta facendo notizia in tutto il mondo, soprattutto per quanto riguarda la salute pubblica e la sicurezza. Mentre i canali ufficiali ci mantengono aggiornati, non dobbiamo farci prendere dal panico e continuare a lavorare in modo sostenibile, attenti alla salute, all’ambiente e all’economia.

Qualsiasi organizzazione ha il compito di contribuire a gestire questo rischio. Trattandosi di un nuovo virus nessuno di noi è preparato, ma conosciamo già agenti biologici più pericolosi e quindi riusciamo a fare il massimo per gestire questo rischio, sapendo che si trasmette principalmente a seguito di contatti da uomo a uomo.

L’elenco che riportiamo qui sotto fornisce un quadro sintetico di azioni responsabili, comprese quelle indicate dagli enti istituzionali,  secondo il linguaggio comune LICET:

  • L3 – FILIERA LOCALE – acquistare da fornitori locali per garantire la produzione
  • L4- ECONOMICA LOCALE – collaborare con altre aziende per mantenere il reddito
  • L5 – COMUNITÀ LOCALE – organizzare eventi informativi a distanza (es. utilizzando canali social) per diffondere corrette informazioni
  • I1 – INFORMAZIONE: tenersi aggiornati sui siti istituzionali, tra cui quello del Ministero della Salute – salute.gov.it/nuovocoronavirus che ha attivato il numero di pubblica utilità 1500.
  • I2 – MONITORAGGIO: seguire la gerarchia dei controlli nei piani di prevenzione, monitorare i viaggi nelle aree soggette a quarantena o frequentazione con persone provenienti da esse
  • I3 – MIGLIORAMENTO: definire piani di azione sulla base della valutazione dei rischi della propria azienda
  • I5 – MUTUO APPRENDIMENTO – contribuire al passaggio di informazioni utili per la prevenzione dei rischi (il lavaggio delle mani dovrebbe essere incoraggiato, così come tutte le regole per la riduzione delle infezioni e dei passaggi per mitigare l’esposizione a casa e sul lavoro Ci sembra efficace questo video https://www.youtube.com/watch?v=AoYSp7D-TCU&feature=youtu.be)
  • C1 – GOVERNANCE – diffondere una politica per definire il proprio impegno nella gestione del rischio, compreso regole relative alla gestione del perconale (es. le persone con sintomi influenzali non possano accedere al posto di lavoro, utilizzo/non utilizzo delle ferie, …)
  • C2– ORGANIZZAZIONE – posticipare tutti gli spostamenti in primis quelli nelle aree a rischio, quando possibile incentivare l’uso dello SMART WORKING / TELE LAVORO.
  • C3 – REQUISITI DI LEGGE E ALTRI – rispettare con attenzione le regole e “le linee guida proposte dalle organizzazioni internazionali che saranno recepite dallo Stato, dalle Regioni, dai Comuni.
  • C3 – CAPITALE UMANO – I dipendenti devono essere adeguatamente formati circa la gestione dei rischi e le procedure per la gestione delle emergenze e del miglioramento.
  • C10 – QUALITA’ /PREZZO – non fare sciacallaggio sui prezzi.
  • E4 – INQUINAMENTO – fare adeguata ventilazione con corretta manutenzione dei filtri.
  • T1 – SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO – fornitura di guanti, protezioni per il viso e abiti a seconda dei casi; disporre di reparti e logistica idonea a gestire casi sospetti; seguire protocolli di pulizia (mettere a disposizione stazioni di igiene delle mani; mantenere pulite le superfici, come le maniglie delle porte e i pulsanti dell’ascensore) e lavanderia; controlli analitici in accordo con il medico del lavoro.
  • T3 – BENESSERE DEI LAVORATORI – supporto emotivo e gestione del rapporto casa-lavoro per riuscire eventuali famigliari (es. scuole chiuse).
  • T4 – SALUTE E SICUREZZA DEI CONSUMATORI – dare comunicazioni corrette, non creare allarmismi, gestire le distanze di sicurezza.
  • T – EDUCAZIONE – sani stili di vita, un buon sonno, sport, alimentazione sana ed equilibrata per aumentare il sistema immunitario.

L’elenco potrà variare e arricchirsi anche secondo i suggerimenti che riceveremo da chi, in modo responsabile, vuole contribuire all’informazione!

 

L’11 Febbraio AREGAI ha imparato tanto in #BIT!

Grande successo al convegno “IL MONFERRATO, un modello di valorizzazione del territorio e dei prodotti locali”, tenutosi l’11 febbraio presso la #BIT, la Borsa Internazionale del Turismo, dedicato ai diversi attori territoriali impegnati nello sviluppo turistico. I relatori hanno portato l’esperienza realizzata con alcuni progetti che hanno avuto origine in Monferrato:

  • Enza Laretto (pres. CTS AREGAI e Senior Sustainability Lead Auditor al RINA), che presentando il premio dedicato al monferrino Cav Bezzo ha raccontato come è possibile convergere l’azione della ristorazione pubblica e privata con gli obiettivi delle politiche pubbliche, misurabili dall’indicatore di Benessere Equo e Sostenibile (BES).  
  • Giovanna Ceccherini (titolare di Mediterraneaconsulab) che ha presentato l’esperienza pilota del #Laboratorio Monferrato che con gli strumenti di progettazione partecipata LICET®, correlati al BES, ha creato la #colazioneMonferrina, un format replicabile di ospitalità sostenibile, sviluppata con il coinvolgimento di strutture ricettive, artigianali e di accoglienza del territorio.
  • Barbara Pigoli (esperta di sistemi di governance pubblico-privata), che ha spiegato come funziona la formazione finanziata a fondo perduto e come il percorso LICET®, suddiviso in tre sezioni (base – di autovalutazione; intermedio – Piano di crescita aziendale; avanzato – Piano di crescita territoriale) sia possibile rispondere alla necessità di migliorare la competitività delle imprese e sostenere l’occupabilità dei lavoratori.

Importante il momento di confronto con i partecipanti, mirato a individuare le competenze indispensabili delle professionalità turistiche capaci di creare Benessere Equo e Sostenibile. In particolare, sono state formate undici coppie di professioni/aziende. Ognuna di loro aveva il compito di definire le prime dieci competenze indispensabili tra le 38 del modello dei 5 valori LICET: Legame con il territorio, Innovazione, Competitività, Eco-sostenibilità e Tutela delle persone.

Di questi 5 valori il “Legame con il territorio” è stato quello più preso in considerazione.
“Valorizzare il patrimonio culturale proprio e del territorio (L1)” è la competenza che è percepita la più importante per trasmettere al turista una  destinazione atrattiva, unica e sostenibile. Secondo risulta la “Competitività e correttezza”, con particolar rilievo alla formazione per la crescita delle competenza professionali (C6), soprattutto quelle per un team efficente e motivato (C2) Al terzo posto l’”Innovazione e miglioramento” sottolineando quanto è fondamentale “Valutare la soddisfazione delle aspettative dei propri clienti (I6)” , ma anche la competenza molto “difficile” di saper ideare “Progettare”, trasformare le idee in progetti/strategie facili da relizzare (I4). Al penultimo posto  risulta la “Tutela delle persone”, forse perchè viene data per scontata, ma particolar importanza è stata data al saper “Educare i propri clienti e collaboratori al consumo consapevole e a sani stili di vita”. Per ultimo l’“Eco-sostenibilità“, unico valore in cui ritroviamo criteri non presi in considerazione dalla totaltà dei partecipanti, forse perchè richiedono competenze più elevate e specifiche, infatti i due più evidenziati riguardano gli acquisti (E1)  e il non sprecare e sapere dove ottimizzare le risorse (E3).

In sintesi l’esercitazione fa una fotografia abbastanza veritiera del presente, tutti puntano sulla unicità dei luoghi, la professionalità  e l’innovazione delle proposte, ma la vera sfida del turismo sostenibile è proporre anche prodotti/servizi a turisti sempre più attenti agli impatti ambientali e con esigenze molto particolari (culturali , di genere, di religione, salute ecc).

 

Mareme Cisse: la chef senegalese-agrigentina che vince tutto

 

Mareme Cisse è un modello meraviglioso di fiducia in sé stessi e negli altri. Un esempio da raccontare, sia per il percorso di vita che per il successo professionale.

La presidente CTS di AREGAI, Enza Laretto, ha conosciuto la sua storia quando ha coordinato la giuria del Premio BEZZO che l’ha vista vincere; ora la seguiamo tutti appassionatamente nel suo percorso di crescita con gli strumenti del Modello LICET, come la SMART LABEL.

La sua prima SMART LABEL è stata scattata agli inizi del 2019 https://aregai.it/smart-label/ristorante-ginger-agrigento/

Ma torniamo a Mareme che sa vincere tutto! Oltre a vincere il premio BEZZO che abbiamo organizzato insieme alle associazioni PLEF e AIQUAV, Mareme vince il campionato del Mondo del cous cous a San Vito Lo Capo e trionfa in ‘Cuochi d’Italia’ 2020, trasmissione di TV8 condotta dallo chef stellato Bruno Barbieri e dagli chef Cristiano Tomei Gennaro Esposito.

Sbalorditivo è l’allineamento dei valori tra quelli riconosciuti nella valutazione partecipata del premio BEZZO e quelli che hanno incantato i giudici della famosa trasmissione di TV8 nella nuova versione “IL CAMPIONATO DEL MONDO“. Mareme si fa notare, per il suo speciale cous cous senegalese che richiama anche i sapori della Sicilia, con il Nero D’Avola tra gli ingredienti.

L’allineamento tra le giurie dimostra che il valore reputazionale è sempre più il risultato di un equilibrio tra attenzioni diverse e che le 5 dimensioni del nostro modello LICET (Legame con il Territorio, Innovazione, Concorrenza e Correttezza, Ecosostenibilità e Tutela della persona), utilizzato come sistema di valutazione partecipato, ne facilitano la misura, la comunicazione e la crescita.

Certamente, il Premio Bezzo, applicando LICET alla ristorazione ne risalta il ruolo, misurandola non solo in base alla capacità di ‘fare’ e di ‘esibire’, quanto piuttosto sul vissuto esperienziale che essa porta con sé, sul racconto che la ricetta propone e sul lavoro che genera arricchimento del valore del territorio in termini di benessere equo e sostenibile. La correlazione di LICET con gli indicatori BES inseriti nella legge di bilancio valorizza il ruolo dei territori e ne facilita la collaborazione pubblico – privato per lo sviluppo del Benessere Equo e Sostenibile.

La prossima tappa a cui saranno sottoposti Mareme ed il ristorante Ginger People & Food sarà la valutazione, da parte dell’ente di certificazione RINA, del sistema di gestione degli acquisiti sostenibili per dimostrare il valore di chi applica LICET nel generare benefici per sé stesso e per gli altri, secondo la norma internazionale ISO 20400.

Mareme dimostra come diventare “Alfiere del Territorio” amando le proprie origini, la terra di accoglienza, sapendo trasformare le materie prime con passione per trasmettere con il cibo emozioni, cura e nutrimento al corpo e all’anima. Il cous cous di Mareme campione del mondo è il segno tangibile della rinascita nella mescolanza e nella condivisione, che guarda caso, partono proprio da terre considerate ’svantaggiate per il lavoro’ come la Sicilia ed il Senegal.

Grazie allo chef Bruno Barbieri per aver saputo sottolineare ed apprezzare il cous cous di Mareme anche per i suoi significati intrinseci.

L’augurio di noi di Aregai è che Mareme continui a crescere ed a proporre un modello di ristorazione che va ben oltre il business e che punta anche, se non soprattutto alla creazione di benessere equo e sostenibile attraverso la rete delle relazioni umane.