Invito sperimentazione gratuita prodotti progetto ALL SO SKILLED

Avete le competenze trasversali richieste per lavorare nel 21° secolo? 

Al di là delle competenze tecniche necessarie per compiere un lavoro e delle qualifiche formali (ovvero, aver studiato meccanica, essere un sarto o un cuoco…), i datori di lavoro sono spesso preoccupati per la mancanza di competenze trasversali di cui i dipendenti attuali (o i potenziali nuovi assunti) hanno bisogno per svolgere con successo varie mansioni.

Secondo il report del World Economic forum, entro il 2030 il 36% delle occupazioni avranno bisogno di forza lavoro con competenze, trasversali e digitali ben sviluppate oltre alle competenze tecniche specifiche delle mansioni da svolgere.

 

Cosa sono le competenze trasversali?

Con il termine competenze trasversali o soft skill, si intendono tutte quelle capacità, personali e interpersonali, che caratterizzano l’approccio individuale alle situazioni e l’adattabilità ai vari contesti. Si tratta delle cosiddette “competenze trasversali”, qualità spesso innate che non sono riferibili ad alcun tipo di formazione specifica e che, al contrario, si riferiscono alla sfera caratteriale di ciascuno.

Nell’odierno mercato del lavoro le competenze tecniche sono importanti quanto le abilità trasversali (la capacità di comunicazione, collaborazione, negoziazione…) e naturalmente le competenze di base (sapersi esprimere nella propria lingua, possedere competenze digitali e matematiche).

Abbiamo bisogno di sviluppare tutti i tipi di competenze per sopravvivere nel 21° secolo. È fondamentale possedere, sviluppare o valorizzare le soft skill quando si cerca lavoro, ma anche quando si opera già in un contesto lavorativo, e in generale nella propria vita quotidiana. Di fatto si tratta di risorse che possono essere spese a 360 gradi: ecco perché si chiamano “trasversali”. Possederle, maneggiarle efficacemente porta un benessere non solo a livello lavorativo, ma anche ad un livello personale.

 

Cosa fare quindi?

Il primo passo da compiere è sicuramente quello di prendere consapevolezza delle qualità che si posseggono già. Rendersi conto di aver sempre sottovalutato una dote che invece è molto richiesta in alcuni settori, può dare lo stimolo per mettere a frutto una capacità che si rischia di non valorizzare a dovere. Se sei una persona socievole, simpatica, estroversa e comunicativa perché non sfruttare tutto ciò in attività di pubbliche relazioni? La presa di coscienza è fondamentale.

Il CORSO GRATUITO AllSoSkilled

Lo presente programma offre agli adulti i seguenti vantaggi

  • Perfezionamento delle competenze di base, quali sapersi esprimere in modo corretto, saper usare strumenti digitali in modo professionale e saper comunicare e collaborare con gli altri.
  • Miglioramento delle competenze trasversali quali la capacità di risolvere problemi, negoziare, gestire situazioni di conflitto, fare programmi e portarli a termine o sapersi adattare al cambiamento
  • Aumento della consapevolezza, sicurezza in sé stessi, autostima e possibilità offerta dalla partecipazione a corsi di formazione e dell’apprendimento lungo tutta la vita
  • Migliore abilità di gestire il proprio lavoro in autonomia e pianificare meglio il proprio tempo.

Cosa imparerai?

ALLsoSKILLED è stato progettato per aiutare gli adulti con più di 35 anni di età  ad acquisire un’ampia gamma di competenze trasversali necessarie per competere nel mercato del lavoro.

  • Aumentare le competenze complessive per l’occupabilità, le cosiddette “competenze trasversali nel lavoro del 21° secolo“.
  • Aumentare le capacità digitali; come utilizzare i nuovi strumenti di comunicazione in contesti lavorativi. L’alfabetizzazione informatica comporta competenze di base come l’utilizzo della posta elettronica, la navigazione efficace in internet e l’utilizzo di applicazioni per l’ufficio che sono ormai un requisito minimo per accedere a molti lavori.
  • Aumentare la capacità di acquisire dati e informazioni, capire come massimizzare il funzionamento cognitivo utilizzando una varietà di strumenti e tecniche.
  • Capire come funzionano le organizzazioni e come adattarsi ad esse. Comprendere il proprio ruolo in un’organizzazione ed essere parte di un team.
  • Aumentare la capacità di rispondere a circostanze uniche e inaspettate, adattarsi ai cambiamenti e negoziare la propria posizione in relazione ad una nuova situazione.

Come partecipare?

Contattaci via email all’indirizzo ass.aregai@gmail.com per ricevere il link alla piattaforma e il resto delle informazioni.

Quale impegno è richiesto?

Il corso prevede 6 incontri online da realizzarsi con il supporto di un docente esperto e 2 tutor. Durante questi incontri verranno introdotti i materiali di studio e saranno eseguiti esercizi e prove pratiche. I partecipanti dovranno, prima della lezione successiva leggere i materiali online e fare degli esercizi. Ogni lezione copre 2 unità. Ogni unità richiede un paio d’ore di studio/impegno.

La presentazione del corso si terrà il 13 LUGLIO ALLE 19.00 al momento dell’iscrizione riceverete un link per accedere alla classe VIRTUALE. Non è richiesta l’installazione di nessun componente. Basta cliccare sul link fornito, inserire il proprio nome, e sarete collegati alla classe virtuale.

È possibile accedere con smartphone o computer. Basta avere una connessione internet.

Young Female Entrepreneurs Program

Titolo Young Female Entrepreneurs Program
Acronimo YFEP
Numero 2019-2-PL01-KA205-066107
Inizio 01/09/2019 Fine 30/08/2022
Finanziato da Foundation for the Development of the Education System
Coordinatore Fundacja Autokreacja
Partner
  • MV International
  • SEAL CYPRUS
  • West Lothian Chamber of Commerce Limited
  • AREGAI
  • The Nest Social Cooperative Enterprise
Sito ufficiale http://female-business.eu/

IL PROGETTO

YFEP (Young Female Entrepreneurial Program) è un progetto fondato su un partenariato strategico finalizzato allo sviluppo di una mentalità imprenditoriale e delle competenze correlate nelle giovani donne con un background socioeconomico debole. L’ispirazione per il progetto YFEP è la sfida che l’Unione Europea deve affrontare per rafforzare lo spirito imprenditoriale delle giovani donne, aumentare i tassi di avvio delle imprese e fornire percorsi alternativi di occupabilità e, soprattutto, di realizzazione personale delle giovani donne. Le sfide che le donne incontrano nell’avvio di un’impresa includono scoraggiamento dato dagli atteggiamenti sociali/culturali, livelli più bassi di capacità imprenditoriale, reti imprenditoriali più piccole e meno efficaci e quadri politici che scoraggiano l’imprenditoria femminile.

GLI OBIETTIVI

L’approccio YFEP mira ad offrire alle giovani donne che sono motivate ad avviare un’impresa (da sole o con altri) un programma “tutto in uno” (contenuti e strumenti online, workshop, attività di gruppo, supporto da più operatori) per ampliare le loro conoscenze in materia di imprenditorialità, gestione sostenibile, migliorare le attitudini e promuovere le competenze necessarie per avviare e gestire un’impresa e, soprattutto, potenziarle con il supporto di un programma di mentoring.

I RISULTATI

Durante la durata del progetto, i partner produrranno:

  • Una Guida in più lingue concepita per un target di giovani donne interessate ad avviare e ampliare le proprie attività, superando in tal modo gli ostacoli all’integrazione e rafforzando la loro inclusione come membri competenti inseriti nelle proprie comunità. La Guida è concepita come una risorsa metodologica, che integra l’informazione teorica con gli esercizi
  • Manuali digitali volti a istruire le donne con più esperienza nell’ambito imprenditoriale in modo che possano guidare, responsabilizzare e supportare le giovani donne coinvolte nel processo di sviluppo. Il manuale è destinato in particolare a tutti i membri della rete YFEP (donne professioniste, formatrici, animatrici giovanili, assistenti sociali, responsabili delle risorse umane, datrici di lavoro, imprenditori) e ai partecipanti al corso di formazione YFEP
  • Corso di formazione e strumenti rivolti a giovani/operatori sociali e formatori attivi nelle ONG giovanili, con l’obiettivo di migliorare le competenze e le conoscenze in materia di imprenditorialità, sostenibilità, impegno e sostegno dei partecipanti, coordinamento di programmi multi-mentor, monitoraggio e valutazione delle attività e della produzione dei partecipanti

Il sostegno della Commissione europea alla produzione di questa pubblicazione non costituisce un’approvazione del contenuto, che riflette esclusivamente il punto di vista degli autori, e la Commissione non può essere ritenuta responsabile per l’uso che può essere fatto delle informazioni ivi contenute.

SGAG Skill Generator Assessment Game

Titolo SGAG Skill Generator Assessment Game
Acronimo SGAG
Numero 2015-1-CZ01-KA202-013948
Inizio 01/10/2015 Fine 30/09/2017
Finanziato da DZS Centre for International Cooperation in Education
Coordinatore TEMPO Training and Consulting, Repubblica Ceca
Partner
  • Aregai Terre di benessere, Italia
  • eLearning & Software, Romania
  • Biedriba Eurofortis Lettonia
  • University of Lodz, Polonia
  • European Regional Framework for Co-operation, Grecia
  • ITS Turismo, Italia
Sito ufficiale http://sgag.eu/

IL PROGETTO

TBA

GLI OBIETTIVI

TBA

I RISULTATI

TBA

Il sostegno della Commissione europea alla produzione di questa pubblicazione non costituisce un’approvazione del contenuto, che riflette esclusivamente il punto di vista degli autori, e la Commissione non può essere ritenuta responsabile per l’uso che può essere fatto delle informazioni ivi contenute.

Employable Young People

Titolo Employable Young People
Acronimo EYP programme
Numero 2015-3-UK01-KA205-023003
Inizio 01/02/2016 Fine 31/01/2018
Finanziato da UK Erasmus National Agency
Coordinatore West Lothian Chamber of Commerce Limited
Partner
  • Aregai Terre di benessere (AREGAI)
  • Bakirkoy Mesleki ve Teknik Anadolu Lisesi (BAMTAL)
  • European Institute for Local Development (EILD)
  • Asociatia Idei si Proiecte Pentru Tineri Activi (IPTA)
  • FUNDACION UNIVERSIDAD EMPRESA DE LA REGION DE MURCIA (FUERM)
Sito ufficiale http://www.eypprogram.com

IL PROGETTO

Il Progetto EYP promuove la partecipazione e l’empowerment dei NEET attraverso l’impiego di un modello di partecipazione giovanile, mirato a garantire lo sviluppo di conoscenze e delle capacità necessarie all’ingresso nel mondo del lavoro o il ritorno alla formazione, aiutandoli ad effettuare scelte consapevoli e a superare le barriere che limitano la loro partecipazione attiva.
Prendendo parte al programma, i partecipanti otterranno i seguenti benefici:

  • I giovani svilupperanno una prospettiva più ampia riguardo alla cittadinanza attiva, ai temi dell’UE e alla partecipazione alla vita democratica.
  • Si prevede una diminuzione dei comportamenti negativi o anti-sociali nei soggetti coinvolti nella prova pilota
  • Miglioramento della partecipazione civica e maggiore consapevolezza della responsabilità sociale.
  • Maggiore facilità di accesso alla formazione, all’impiego e una migliore inclusione.
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GLI OBIETTIVI

  • Sviluppare un metodo che aiuti i NEET ad aumentare le loro competenze e le loro abilità, l’autostima, il senso di sicurezza e la motivazione.
  • Creare una rete di supporto che unisca imprese, istituzioni pubbliche, servizi dedicati ai disoccupati e ai giovani, enti di formazione capaci di supportare i partner durante le attività di progetto.
  • Coinvolgere i giovani a partecipare alle attività di progetto e allo scambio internazionale.
  • Diffondere i risultati del progetto all’interno dell’EU, definendo canali di sostenibilità basati sul supporto già ottenuto durante la fase di implementazione e costruite durante le attività di networking.

RISULTATI

Breve esposizione del programma EYP, basato sulle fasi del modello LICET:

  • Fase 1: CONDIVIDERE. Condividere lo scopo delle attività con un gruppo di giovani. Nel corso della prima fase si offriranno attività finalizzate al miglioramento delle loro competenze personali (capacità di comunicazione, spirito di iniziativa, stima in se stessi, attitudine verso la società…)
  • Nel frattempo, la comunità e gli attori locali sono attivati e invitati a organizzarsi per massimizzare la capacità del territorio a supportare i giovani e a impostare così azioni di miglioramento di comune accordo.
  • Fase 2: MISURA. Durante la fase di MISURA, si valutano le abilità e attitudine dei giovani NEET durante un campo di perfezionamento, per poi proceder con attività di miglioramento personali e di motivazione alla partecipazione. Verranno organizzate anche attività con la comunità per favorire l’inclusione e la partecipazione attiva.
  • Le organizzazioni locali saranno chiamate a misurare il proprio livello di sostenibilità in base al modello LICET (test gratuito). In questo modo sarà possibile valutare la loro propensione a supportare lo sviluppo professionale dei giovani coinvolti nelle attività.
  • Fase 3: COMUNICAZIONE. I giovani saranno coinvolti in azioni utili a migliorare la loro preparazione per l’inserimento nel mondo del lavoro (stesura del CV, prove di colloquio selettivo, lavoro di squadra, simulazioni, eccetera) e altre attività di follow up. Gli attori locali useranno i risultati della fase precedente per analizzare e discutere la situazione attuale e offrire spunti di miglioramento e possibilità di assorbire, nel lungo periodo, i ragazzi beneficiari dell’intervento.
  • Fase 4: CRESCERE. Sulla base dei bisogni rilevati nelle fasi precedenti, dove si sono sottolineate le necessità delle imprese locali, i partner aiutano i giovani a cercare corsi di formazione adatti a rispondere a tali bisogni. Si suggeriranno quindi attività quali alternanza scuola/lavoro, apprendistato o azioni strutturate di tutoring, per facilitare l’assorbimento da parte delle aziende locali nel lungo periodo.

Gli organizzatori del programma EYP offriranno ai partecipanti le attività di simulazione e supporto adeguate al livello di preparazione dei partecipanti.

Il sostegno della Commissione europea alla produzione di questa pubblicazione non costituisce un’approvazione del contenuto, che riflette esclusivamente il punto di vista degli autori, e la Commissione non può essere ritenuta responsabile per l’uso che può essere fatto delle informazioni ivi contenute.

UNA PORTA SUL MONFERRATO DEGLI INFERNOT

una porta sul monferrato

una porta sul monferrato

UNA PORTA SUL MONFERRATO DEGLI INFERNOT

Nei prossimi tre mesi saranno sviluppate le analisi relative al progetto “Una Porta sul Monferrato degli Infernot” finanziato dalla Regione Piemonte per il territorio dei 17 Comuni – collocati tra i caselli autostradali di Quattordio e di Casale – che hanno aderito e che, come ormai noto, ha come contenuto la redazione dello studio di fattibilità per facilitare l’accessibilità e la scoperta del territorio fino al cuore degli “Infernot”.

Le attività in programma coinvolgeranno tutti gli attori socio-economici del territorio. Fin dall’inizio dell’elaborazione della proposta progettuale, secondo la Legge 4/2000 della Regione Piemonte, l’approccio fortemente voluto da Fubine, capofila dell’iniziativa, è stato caratterizzato dalla volontà di creare un reale percorso teso a unire l’area della “Core Zone” e quella della “Buffer Zone” con alcuni Comuni che, pur non facendo parte del 50° Sito UNESCO, hanno colto con sensibilità l’opportunità di un “gioco di squadra”.

Il ruolo di cerniera, favorevolmente accolto dalla Regione Piemonte, è stato un modo per dimostrare come l’essere in zona perimetrale, possa invece stimolare lo sviluppo di aspetti logistici e gestionali dell’accoglienza turistica, rafforzando contemporaneamente il focus di tutti i Comuni sulla percezione del valore identitario del paesaggio e della sua cultura, nello spirito della dichiarazione UNESCO di “Patrimonio dell’Umanità”.

L’analisi di fattibilità del progetto “Una Porta sul Monferrato degli Infernot” rappresenterà un caso pilota per cambiare l’approccio classico dal “fai da te” al “fare insieme” e trovare soluzioni innovative per collaborare, individuare obiettivi comuni e facilitare il raggiungimento dei risultati.

Questa nuova visione si focalizza sullo sviluppo sostenibile partecipato per stimolare la crescita della cultura della sostenibilità sul territorio.
A tale scopo, si utilizzerà il linguaggio comune della sostenibilità previsto dagli strumenti del sistema LICET® dell’Associazione AREGAI, partner del progetto, già applicato dai Comuni di Fubine e Terruggia.

L’obiettivo è di trasformare l’esperienza del lavoro di squadra in linee guida utili per le Amministrazioni Comunali che intendono trasformare le dinamiche attuali in comportamenti virtuosi ed approcci strategici, a beneficio del territorio e di chi lo abita.

Il Comune di Fubine, dunque, per i prossimi tre mesi si trasformerà in un laboratorio partecipativo aperto a tutte le parti interessate del territorio.

Qui puoi scaricare il comunicato stampa.

INCONTRI

1 ottobre TAVOLO “GOVERNANCE”, con il coinvolgimento dei Sindaci, Presidenti e altri rappresentati di enti pubblici e della ricerca territoriale per definire gli interventi che si ritiene opportuno attivare sul territorio nel contesto generale dello studio

5 novembre: TAVOLO “PRODUTTORI DI VALORE”, con il coinvolgimento degli attori turistici e tutti gli economici che producono valore sul territorio

26 novembre: TAVOLO “VALORE PERCEPITO”, con il coinvolgimento dei rappresentati degli attori sociali (la comunità locale ed i turisti)

PROGETTO SOFTAGRI

SOFTAGRI

SOFTAGRIPROGETTO SOFTAGRI

Il progetto SoftAgri è stato prezioso per permettere un confronto internazionale con le otto associazioni partner di cinque diversi paesi europei:

Agraria Camera di Szabolcs – Szatmár – Bereg County (Ungheria)

Den Hâneker (Paesi Bassi)

Ecce – Bio (Regno Unito)

FRCIVAM Bretagne (Francia)

Libera (Italia)

Risteco (Italia)

SPN (Fondazione per i prodotti regionali nei Paesi Bassi)

Sustain: l’alleanza per il cibo migliore e l’agricoltura (Regno Unito)

Abbiamo imparato a conoscere i diversi modi con cui si esprime il concetto di sostenibilità.

Il confronto, anche con delegazioni cinesi e americane, ci ha confermato che il nostro approccio che considera 5 valori di sostenibilità è il migliore perché ha la visione olistica necessaria per considerare tutti gli aspetti del ciclo di vita della filiera agroalimentare.

Il risultato del progetto è stato una relazione descrittiva delle varie iniziative dei diversi partner