CAMBIAMENTI CLIMATICI: NON BASTANO LE AZIONI AMBIENTALI

Purtroppo, tendiamo a reagire solo quando abbiamo la morte in faccia. È questo quello che è successo nella tragica pandemia che ci ha messi davanti a questa condizione.
Non è meno critico il cambiamento climatico che stiamo vivendo, anche se apparentemente non vediamo ancora morti o gravi danni per questo. I segnali che i cambiamenti climatici ci stanno dando, sono già molto più evidenti rispetto a quelli del virus invisibile. Non dimentichiamo che nella zona alpina, negli ultimi anni, abbiamo avuto le estati più calde della storia e che questo condanna i ghiacciai.
Altri effetti visibili non riguardano solo gli animali con la pelliccia, che stanno soffrendo perchè i periodi di gelo sono diminuiti in modo sorprendente, od i pesci, perchè è aumentata la temperatura dell’acqua a tutti i livelli di profondità. Gli effetti stanno già riguardando la nostra vita quotidiana per le inodandazioni dovute all’innanzamento del mare, gli allagamenti causati dalle piogge violente dopo periodi di siccità.
La fragilità dei nostri territori italiani la stiamo vedendo anche nelle frane, nei fenomeni idrogeologici delle zone alpine a appenniniche o negli incendi che potrebbero prolungarsi nei nostri boschi, o potrebbe spostarsi l’altitudine dove gli stessi si verificano.
Gli eventi climatici provocano danni non solo ambientali. Il settore agricolo e turistico si contenderanno l’acqua per la riduzione sia quantitativa che qualitativa, a causa dei fenomeni di eutrofizzazione. In ambito agricolo molte specie coltivate diminuiranno le rese e la scarsità di acqua impatterà anche sugli allevamenti.
Nei prossimi anni possiamo aspettarci un aumento di tutte quelle patologie (cardiopatie, ictus, malattie dei reni, disturbi metabolici) legate allo stress termico e all’interazione tra temperature sempre più alte e inquinanti atmosferici. A tale proposito, la Corte di giustizia Ue ha condannato l’Italia per aver violato “in maniera sistematica e continuativa” i valori massimi di concentrazione di PM 10 nell’atmosfera, in diverse zone dello Stivale (tra cui: Pianura Padana, agglomerati urbani di Milano, Roma, Torino, Padova, Verona), a partire dal 2008-2009 fino a oggi.
Le conseguenze economiche e sociali dei cambiamenti climatici investiranno soprattutto le fasce più povere della popolazione, rendendo ancora più profonde le disuguaglianze.
Siamo convinti che ogni cittadino italiano possa farsi sentire con forza nei tavoli dove si prendoono accordi sui cambiamenti climatici.
A dicembre 2020 sono passati 5 anni dall’accordo di Parigi ed i negoziati proseguiranno nelle prossime conferenze UNFCCC, comprese le aspettative per la prossima COP26, rinviata a novembre 2021 a causa di Covid-19.
L’Italia avrà un ruolo di primo piano nel processo verso la COP26, cogliamo bene questa occasione. L’Italia dovrà facilitare un accordo di alto livello sulle questioni più complesse dal punto di vista politico. Per farlo, dobbiamo prepararci.
Dai mercati internazionali del carbonio, alle tipologie di energia da utilizzare, dalle misure di mitigazione/adattamento a quelle di capacity building in relazione allo stato delle ricerche scientifiche e all’innovazione dei processi industriali e del vivere sostenibile.
Prepariamoci anche alla sensibilizzazione verso ad un cambiamento culturale per una democrazia ambientale che coinvolga l’intera opinione pubblica. Aiutiamo anche i media che devono fare la loro parte nel dibattito sul cambiamento climatico rendendolo più adeguato alla sua vicinanza rispetto ai nostri contesti territoriali ed alla sua urgenza, facendo capire che la gestione dei cambiamenti climatici è una questione prioritaria in tutti i settori, non sono dal punto di vista ambientale.
Altre azioni immediate sono:

    • rafforzamento della capacità dei territori di programmare e progettare in modo sostenibile;
    • incentivare i sistemi di valutazione degli impatti economici, ambientali e sociali di tutti i progetti, leggi e investimenti da oggi in poi;
    • valorizzare la comunicazione trasparente delle azioni fatte e dei risultati ottenuti in merito alla diminuzione dei rischi dei cambiamenti climatici
    • incentivare le aree urbane nell’adozione di soluzioni più attente a ridurre le emissioni di CO2, anche a favore della vita nei borghi minori, meno inquinanti e già più predisposti ad una maggiore garanzia di benessere e qualità della vita.

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