I TERRITORI HANNO BISOGNO DI BENESSERE

La pandemia Covid19 ha riproposto la centralità dei territori per la ripresa economica e sociale.

Solidarietà, collaborazione tra cittadini singoli e aggregati, fiducia reciproca, potenziamento delle competenze, aumento della dignità umano diventano finalità delle politiche pubbliche.

Oggi diventa importante per un territorio costituirsi come attore collettivo, passando da un agglomerato frammentato di abitanti in un assieme dotato di una propria riconoscibilità, dove ognuno con le proprie differenze lavora e studia per generare valore condiviso a tutti i livelli.

Un evoluto modello di governance per la pubblica amministrazione è la norma ISO 18091:19 che fornisce le linee guida ai governi locali per comprendere e attuare un sistema di gestione per la qualità al fine di corrispondere alle esigenze e aspettative dei propri cittadini e altre parti interessate. Nella norma si danno le regole per un sistema di gestione applicabile a tutti i processi di un governo locale, ad ogni livello (strategico, tattico-manageriale e operativo).

La Pubblica Amministrazione in Italia dispone di un insieme di documenti e indicatori utili per valutare e migliorare le proprie performance:

  • la norma ISO 18091,
  • i documenti “made in Italy” come l’UNI/PdR 5:2013 in corso di aggiornamento,
  • l’indice BES di Benessere Equo e Sostenibile.
    Questo ultimo sviluppato dall’ISTAT e CNEL ed entrato – con la legge 163/2016 che ha riformato la legge di bilancio – a far parte del DEF, il documento di economia e finanza.

A partire dal 2017 viene presentata una relazione sugli indicatori di benessere equo e sostenibile elaborata dal Ministero di Economia e Finanza. L’obiettivo è quello di analizzare la situazione presente, confrontarla con quella dell’anno precedente e sviluppare delle politiche mirate al miglioramento degli indicatori selezionati. Questi ultimi differiscono leggermente da quelli indicati dall’Istat, mentre si dovrebbero invece applicare per intero, anzi di dovrebbero ampliare e rendere applicabili anche a livello comunale.

In questo modo le azioni fatte a livello territoriale possono essere misurate nei benefici ottenuti e orientate al miglioramento.

Un importante lavoro in tale senso è stato condotto da Demetrio Bova, con la ricerca finanziata da CRAI, grazie al premio BEZZO organizzato dalla nostra associazione AREGAI e da PLEF.

Il lavoro ha portato alla elaborazione di una Guida al RAPPORTO BES, (https://www.francoangeli.it/Ricerca/scheda_libro.aspx?Id=25705), che si rivolge direttamente ai Comuni, le realtà istituzionali più distribuite sul territorio, che possono dotarsi di un sistema di indicatori per la programmazione strategica di sviluppo equo e sostenibile e quindi per il benessere della propria comunità. Il testo permette loro, passo per passo, di poter agevolmente misurare il proprio BES (Benessere Equo e Sostenibile), un utile strumento di analisi e programmazione.

Aregai ha sviluppato inoltre, grazie al modello LICET, una guida che permette ai territori, quindi agli attori pubblici e privati di parlare lo stesso linguaggio e collaborare per realizzare i progetti di ripresa con una visione a lungo termine. Il valore aggiunto del lavoro è che permette di coinvolgere non solo la pubblica amministrazione, ma anche le aziende, i professionisti, persino i cittadini ed i turisti. La sua correlazione con il BES, gli obiettivi SDGs, le linee guida internazionali sulla responsabilità sociale di impresa e la sostenibilità, le norme ISO come la 18091:2019 e altre norme di certificazione permette non solo di fare progetti partecipati, ma anche di certificarne i sistemi di gestione e validarne i risultati.

Perché il nostro modello LICET è la soluzione giusta per i territori?

 

Perché in un momento di scarsità di risorse è necessario che la Pubblica Amministrazione collabori con gli attori locali, possa attrarre competenze e poteri che sono nelle disponibilità di una pluralità di attori pubblici e privati, istituzionali e sociali, singoli e aggregati, orientandoli verso gli obiettivi voluti.

Il focus sulle competenze e sulla capacità di programmazione partecipata dello sviluppo sostenibile è la via per i territori che vogliono ottenere benessere equo e sostenibile condiviso. Occorre rafforzare la cultura collaborativa. LICET, il marchio collettivo collaborativo fa ottenere proprio questo risultato!

LICET misura i comportamenti e quindi permette di incidere sul cambiamento necessario per il new normal.

LICET è integrato ai principi della nostra cultura mediterranea per questo adatto per valorizzare i beni materiali ed immateriali della nostra Italia, sostenere l’enogastronomia, il turismo, le produzioni locali, le industrie creative orientando la tecnologia al servizio del benessere equo e sostenibile dell’umanità.

Cliccando qui  potete scaricare una sintetica tabella che rappresenta la correlazione dei criteri LICET con le linee guida ISO, gli indicatori BES e gli SDGs.

Fatene buon uso!

 

 

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