LAVORARE GESTENDO IL RISCHIO CORONAVIRUS

Il coronavirus sta facendo notizia in tutto il mondo, soprattutto per quanto riguarda la salute pubblica e la sicurezza. Mentre i canali ufficiali ci mantengono aggiornati, non dobbiamo farci prendere dal panico e continuare a lavorare in modo sostenibile, attenti alla salute, all’ambiente e all’economia.

Qualsiasi organizzazione ha il compito di contribuire a gestire questo rischio. Trattandosi di un nuovo virus nessuno di noi è preparato, ma conosciamo già agenti biologici più pericolosi e quindi riusciamo a fare il massimo per gestire questo rischio, sapendo che si trasmette principalmente a seguito di contatti da uomo a uomo.

L’elenco che riportiamo qui sotto fornisce un quadro sintetico di azioni responsabili, comprese quelle indicate dagli enti istituzionali,  secondo il linguaggio comune LICET:

  • L3 – FILIERA LOCALE – acquistare da fornitori locali per garantire la produzione
  • L4- ECONOMICA LOCALE – collaborare con altre aziende per mantenere il reddito
  • L5 – COMUNITÀ LOCALE – organizzare eventi informativi a distanza (es. utilizzando canali social) per diffondere corrette informazioni
  • I1 – INFORMAZIONE: tenersi aggiornati sui siti istituzionali, tra cui quello del Ministero della Salute – salute.gov.it/nuovocoronavirus che ha attivato il numero di pubblica utilità 1500.
  • I2 – MONITORAGGIO: seguire la gerarchia dei controlli nei piani di prevenzione, monitorare i viaggi nelle aree soggette a quarantena o frequentazione con persone provenienti da esse
  • I3 – MIGLIORAMENTO: definire piani di azione sulla base della valutazione dei rischi della propria azienda
  • I5 – MUTUO APPRENDIMENTO – contribuire al passaggio di informazioni utili per la prevenzione dei rischi (il lavaggio delle mani dovrebbe essere incoraggiato, così come tutte le regole per la riduzione delle infezioni e dei passaggi per mitigare l’esposizione a casa e sul lavoro Ci sembra efficace questo video https://www.youtube.com/watch?v=AoYSp7D-TCU&feature=youtu.be)
  • C1 – GOVERNANCE – diffondere una politica per definire il proprio impegno nella gestione del rischio, compreso regole relative alla gestione del perconale (es. le persone con sintomi influenzali non possano accedere al posto di lavoro, utilizzo/non utilizzo delle ferie, …)
  • C2– ORGANIZZAZIONE – posticipare tutti gli spostamenti in primis quelli nelle aree a rischio, quando possibile incentivare l’uso dello SMART WORKING / TELE LAVORO.
  • C3 – REQUISITI DI LEGGE E ALTRI – rispettare con attenzione le regole e “le linee guida proposte dalle organizzazioni internazionali che saranno recepite dallo Stato, dalle Regioni, dai Comuni.
  • C3 – CAPITALE UMANO – I dipendenti devono essere adeguatamente formati circa la gestione dei rischi e le procedure per la gestione delle emergenze e del miglioramento.
  • C10 – QUALITA’ /PREZZO – non fare sciacallaggio sui prezzi.
  • E4 – INQUINAMENTO – fare adeguata ventilazione con corretta manutenzione dei filtri.
  • T1 – SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO – fornitura di guanti, protezioni per il viso e abiti a seconda dei casi; disporre di reparti e logistica idonea a gestire casi sospetti; seguire protocolli di pulizia (mettere a disposizione stazioni di igiene delle mani; mantenere pulite le superfici, come le maniglie delle porte e i pulsanti dell’ascensore) e lavanderia; controlli analitici in accordo con il medico del lavoro.
  • T3 – BENESSERE DEI LAVORATORI – supporto emotivo e gestione del rapporto casa-lavoro per riuscire eventuali famigliari (es. scuole chiuse).
  • T4 – SALUTE E SICUREZZA DEI CONSUMATORI – dare comunicazioni corrette, non creare allarmismi, gestire le distanze di sicurezza.
  • T – EDUCAZIONE – sani stili di vita, un buon sonno, sport, alimentazione sana ed equilibrata per aumentare il sistema immunitario.

L’elenco potrà variare e arricchirsi anche secondo i suggerimenti che riceveremo da chi, in modo responsabile, vuole contribuire all’informazione!