Ospitalità sostenibile: due progetti in itinere ed un metodo concreto per monitorare

Le aziende ricettive e ristorative sono sempre più coinvolte dalla crescente attenzione verso i temi della sostenibilità. Il loro core business, come servizio all’ospite ed accoglienza, implica l’esigenza del rispetto del territorio e dell’ambiente, in quanto da questo si origina l’attività imprenditoriale. Ma non solo. La durabilità passa anche attraverso società, cultura ed economia.

La sensibilizzazione verso i temi della sostenibilità va ben oltre l’ambiente e spazia su 17 obiettivi, tanti sono I Sustainable Global Goals, recensiti dall’ONU nel 2015. Essi sono i punti di arrivo che la società civile dovrebbe raggiungere entro il 2030 per permettere alla Terra ed ai suoi abitanti di continuare ad esistere in condizioni di salvaguardia ambientale, equità sociale ed economica.

Qualsiasi forma imprenditoriale, in particolare turistica, deve considerare uno o più di questi obiettivi affinchè possa davvero fornire un contributo sostanziale alla vita del Pianeta. E ne deve trasmettere la consapevolezza ai propri clienti/ospiti, cosicché questi possano vivere un’esperienza di valore e di crescita. Saranno poi loro a rendersi ambasciatori del ‘buono, bello e ben fatto’ che quel territorio, grazie ai suoi imprenditori della ricettività sanno proporre e tutelare.

Si pone quindi l’esigenza di comunicare e misurare questo impegno, per renderlo facile e semplice: perché l’ospite può essere educato alla sostenibilità e condividerne le buone pratiche al suo ritorno a casa. Ecco quindi che nasce un’esigenza: la creazione di un sistema di monitoraggio che ‘parli’ la lingua del cliente. Da qui nasce LICET, marchio collaborativo dell’Associazione Aregai-Terre di Benessere che ha messo a punto 5 criteri di valutazione, di misurazione, monitoraggio e valutazione dell’impegno profuso dalle aziende verso la creazione di benessere sostenibile sul territorio.

L’acronimo LICET sta per Legame con il territorio, Innovazione, Correttezza nella competitività, Ecosostenibilità e Tutela della Persona. Attraverso una serie di step successivi si perviene alla redazione di una ‘smart label’, un’istogramma nella forma di etichetta parlante, che racconta al turista quanto lavoro è stato profuso dall’azienda per ogni criterio. Si tratta di un modello che misura il miglioramento nel tempo, in quanto permette di scalare gli obiettivi secondo gli impegni che ogni imprenditore si prefigge di raggiungere, anche grazie alla valutazione partecipata (recensioni)che perviene dai suoi ospiti.

L’associazione Aregai ne ha dato esempio con due progetti ambiziosi: il Premio Bezzo 2018 e la ‘Colazione Monferrina

Il primo ha visto coinvolti partners prestigiosi, come l’Associazione PLEF di Milano, che si è rivolta alla valorizzazione della sostenibilità secondo i criteri LICET nella ristorazione commerciale. Si è collaborato con le Città candidate Capitali della Cultura 2020 e sono stati identificati 5 Comuni, che hanno sostenuto la candidatura di 9 ristoranti. Attraverso il percorso di valutazione LICET si è pervenuti alla definizione del Comune vincitore, Agrigento, grazie al suo ristorante Ginger People&Food. Quest’ultimo ha dimostrato di saper perseguire non solo obiettivi di difesa delle risorse territoriali ambientali e di saper generare benessere sul territorio grazie alla propria attività, bensì anche, con la sua cooperativa AlKarub, di saper parlare in termini di integrazione sociale, culturale ed economica. Ora Ginger People&Food dispone di una marcia in più, grazie a Licet: un’etichetta parlante che racconta ai suoi clienti la propria consapevolezza verso il benessere condiviso tra locali e turisti.

La ‘Colazione Monferrina’ ha visto il coinvolgimento di un gruppo di imprenditori dell’agroalimentare, della ristorazione e dell’accoglienza nel Monferrato che, consapevoli dei risultati ottenibili attraverso la collaborazione e la condivisione delle competenze di ciascuno, in termini di benessere sostenibile (ancora una volta: ambiente, società, cultura ed economia), hanno adottato i criteri LICET per la creazione di un prodotto innnovativo e promuovibile dall’intera filiera.

Produttori agroalimentari, artigiani, esperti nutrizionisti e dell’ospitalità hanno collaborato alla creazione del ‘Manifesto della Colazione Monferrina’ che ha così generato un’offerta turistica ed alimentare allineata ai criteri LICET, di cui ogni imprenditore ha fatto tesoro. Il ‘Manifesto della Colazione Monferrina’ è presso ogni azienda coinvolta, in visione al pubblico ed è prevista comunicazione digitale e social attraverso il sito dell’Associazione Aregai. Le smart label sono state redatte per ogni attore del progetto.
La prima edizione della ‘Colazione Monferrina’ è stata proposta nel Comune di Sala Monferrato, con il patrocinio ed il coinvolgimento delle autorità comunali che hanno sposato la manifestazione ed intendono coinvolgere altri territori.

Tutti questi progetti sono stati svolti collaborando con l’associazione Mediterranea consulab, nella persona di Giovanna Ceccherini. Questo contributo è stato fondamentale per approfondire l’aspetto relativo alla dieta mediterranea nell’ottica del benessere sostenibile diffuso.

La validità del modello LICET per il monitoraggio della sostenibilità generata su un territorio si distingue da ogni altro sistema di certificazione per:

  • L’utilità di misurare risultati in itinere
  • La capacità di condurre l’imprenditore ad adottare un’economia di obiettivi sostenibili scalabili, in termini di generazione di benessere per l’azienda, la società ed il visitatore
  • La sua semplicità di lettura e comprensione per il consumatore, in quanto utilizza un linguaggio condivisibile e comune
  • Il suo spettro di applicabilità, sia verso il settore privato che pubblico, in quanto basato sulla condivisione di obiettivi e su una visione olistica d’insieme.

Le aziende turistiche, che insistono sui territori e ne hanno cura per ovvi motivi anche economici, devono essere messe in grado di ragionare in termini di sostenibilità a 360 gradi, con strumenti permettano d misurare il merito dell’imprenditore ed il suo contributo al benessere non solo ambientale, bensì anche sociale ed economico. Le PA hanno un ruolo determinante, in questo caso, perché consapevoli che la ricchezza lasciata sulla destinazione dal turista deve servire per rigenerare tutta l’economia di filiera ed evitare situazioni pregiudizievoli nella convivenza pacifica tra locali e turisti.

Resoconto dello Speed Date – Giovani e Aziende in Monferrato

Sabato 26 ottobre, all’interno de birrificio Moonfrà di Casale Monferrato, si è svolto il primo appuntamento di Speed Date per il territorio, un format innovativo proposto dall’associazione Aregai Terre di Benessere e la cooperativa Orso, all’interno del progetto Monferrato Sottosopra. Questo progetto, finanziato dalla compagnia San Paolo, vede al proprio centro i giovani del territorio Monferrino, immersi all’interno di un ambiente Patrimonio dell’umanità UNESCO, pieno di risorse da scoprire.

Il fine dello Speed Date era esattamente questo: dare un’occasione a numerosi ragazzi e ragazze di incontrarsi tra loro e conoscere vari imprenditori sul territorio, aderenti a loro volta all’iniziativa.

Dopo una veloce presentazione da parte del presidente di Aregai, Giorgio Borgiattino, del progetto nell’insieme, del linguaggio LICET® e del programma in corso, a partire dalle 9:30 lo Speed Date ha preso vita. In primo luogo, un modulo consegnato ai partecipanti ha permesso loro di mettere per iscritto quali fossero le aspettative e le motivazioni che hanno portato alla loro partecipazione, utilizzando come impostazione quella fornita dai cinque valori LICET® (Legame con il territorio, Innovazione e miglioramento, Competitività e correttezza, Ecologia e Tutela della persona).

Una volta fatto ciò, le 9 aziende partecipanti (Birrificio Moonfrà, Le Spose di Marco, Vince Viaggi, Osteria Amarotto, Agriturismo La Rossa, Antica Edilizia di Sabatini Gianmaria, Zerbinati e Agenzia Tecnocasa Casale Monferrato ) hanno avuto cinque minuti a testa per presentarsi ai giovani, fornendo un breve insight del loro operato e spiegando quali fossero i punti su cui una maggior partecipazione di eventuali ragazzi avrebbe potuto fornire un valore aggiunto.

Al termine delle presentazioni è avvenuto il vero e proprio speed date. I giovani partecipanti, circa una trentina, hanno selezionato circa 3-4 aziende ciascuno, in base ad un potenziale interesse e la ricerca di un confronto. Da qui, per la successiva ora, incontri di cinque minuti, intervallati da un suono di avvertimento, hanno visto i protagonisti di entrambe le realtà incontrarsi per fare conoscenza, dialogare su quanto esperito e porre le basi per una futura collaborazione.

Al termine di questo ciclo, i vari imprenditori sono rimasti molto soddisfatti, evidenziando l’alta qualità della discussione, la buona organizzazione e la generale preparazione dei ragazzi. È stato fatto notare da molti come incontri di questo tipo non siano fattibili al di fuori di iniziative del genere, per vari limiti di contesto e possibilità dei singoli. Un approccio come quello dello Speed Date ha portato vantaggi a tutti i partecipanti: ai ragazzi che hanno potuto percepire meglio il valore delle aziende, conoscerne le difficoltà e apprezzarne l’impegno sul territorio, e alle aziende, che hanno raccontato il valore che c’è dietro ai loro prodotti e servizi ad un pubblico interessato e collaborativo, il tutto secondo un linguaggio comune fornito dagli organizzatori.

In conclusione, ciascuno dei partecipanti ha consegnato una scheda con le proprie preferenze e suggerimenti, in base agli incontri fatti; dai risultati si stilerà una mappatura che evidenzierà il valore percepito, fornendo suggerimenti e idee di miglioramento. Dopo di ciò, è stata data l’occasione ai presenti di incontrarsi liberamente e proseguire le relazioni instaurate nei cinque minuti di incontro precedenti, accompagnati da uno squisito buffet messo a disposizione dal birrificio Moonfrà.

Visto il successo di questo appuntamento, gli organizzatori sono fortemente intenzionati a replicare questo format in eventi successivi, facendo tesoro di volta in volta del feedback dei partecipanti, in un’ottica di dialogo a tutto tondo su e per il territorio.

Il Premio Bezzo raccontato dal Gruppo CRAI

Mai come adesso la prospettiva di crescita economica vede come strategico lo sviluppo sostenibile e la capacità di progettare e gestire i servizi pubblici e privati per conseguire obiettivi importanti come una migliore percezione del benessere, sicurezza, salute, opportunità lavorative, tutela dell’ambiente e coesione territoriale. Mai come adesso c’è piena consapevolezza a livello europeo e nazionale.

In questo contesto si posiziona il Premio BEZZO sostenuto dal Gruppo CRAI fin dalla sua prima edizione e che, secondo gli obiettivi delle tre associazioni organizzatrici (AREGAI, PLEF – Planet Life Economy Foundation e AIQUAV – Associazione Italiana per gli studi sulla Qualità della Vita) vuole dimostrare come, grazie alla leva competitiva della sostenibilità, sia possibile valorizzare il territorio, le sue imprese e migliorare il benessere delle persone. In questo senso il premio focalizza l’attenzione sulla ristorazione che, come anello di congiunzione tra le filiere agroalimentari e i consumatori, svolge un ruolo importante nell’influenzare positivamente l’integrazione della sostenibilità in tutte le pratiche produttive e nella sua percezione di valore da parte dei consumatori.

Nell’edizione 2017-18 sono stati premiati i capitolati di appalto progettati dalle pubbliche amministrazioni, mentre nell’edizione 2018-19 hanno partecipato al premio i ristoratori delle città finaliste della capitale italiana della cultura 2020, con i menu elaborati e preparati con creatività e competenza dagli chef ed il loro staff. Con il conferimento di assegni di ricerca del valore di 10.000 euro, ripetuti nelle due edizioni del premio, CRAI ha condiviso l’obiettivo di partecipare alla creazione della consapevolezza che il miglioramento del benessere equo e sostenibile sul territorio dipende dalle scelte e azioni quotidiane, come avviene appunto nella ristorazione.

Dell’attenzione ad un’economia responsabile e alle tematiche sociali e ambientali nel modo quotidiano di ‘fare commercio’ siano inscritte nel DNA di CRAI, ne raccontava già il Cavaliere Giuseppe Bezzo, alla cui memoria è stato dedicato il premio. Storico presidente della cooperativa Codé CRAI Ovest, egli conobbe i vantaggi del modello di valutazione partecipata LICET, utilizzato per l’assegnazione dei premi, durante la scuola estiva organizzata da PLEF nel Monferrato e chiese di estenderlo a tutti gli ambiti della ristorazione, durante la sua forzata degenza, nell’ultimo periodo di vita.

Il modello contiene 5 macro-criteri di valutazione (Legame con il territorio, Innovazione, Competitività, Eco-sostenibilità, Tutela della sicurezza e salute delle persone) e una serie di strumenti e metodologie per rendere facilmente accessibili i concetti di sviluppo sostenibile a tutti gli attori del ciclo di vita del pasto, facendo ragionare sulle scelte, azioni e comportamenti sia i produttori che i consumatori.

Il premio dell’edizione 2017 è andato al Comune di Casale Monferrato, che ha dimostrato di sapere maggiormente integrare i principi di sviluppo sostenibile e solidale negli acquisti della ristorazione collettiva, rispetto agli altri candidati che hanno comunque evidenziato un grande impegno verso i diversi utenti a cui si rivolge la ristorazione italiana: • infanzia – scolastica: Comuni di Bruino, Collegno, Casale Monferrato e Provincia di Treviso; • anziani – case di riposo: Comune di Leinì; • lavoratori – aziendale: CSI Piemonte.

Il premio vinto è consistito in una borsa di studio finanziata dal Gruppo CRAI che ha permesso, con una ricerca sperimentale, di declinare le logiche nazionali della misura del benessere equo e sostenibile (BES) sviluppate da ISTAT e CNEL. Queste logiche sono state utilizzate nel processo di definizione delle politiche economiche definite nella legge 163/2016, che ha riformato la legge di bilancio, creando uno strumento utile anche ai piccoli comuni, che va incontro alle esigenze dei sindaci, comprensibile per la comunità, facendo intuire percorsi di crescita e priorità, aprendo così la strada ad una collaborazione sistematica tra comunità ed imprese del territorio.

Il risultato ottenuto è stato descritto nel manuale applicativo scritto dal ricercatore Demetrio Miloslavo Bova “Guida per il rapporto del BES (Benessere Equo e Sostenibile) organico per comuni”, una vera e propria guida alla realizzazione in autonomia del rapporto BES in ciascuna amministrazione locale, che facilita e promuove questo approccio accelerandone la diffusione e consentendo di argomentare il successivo coinvolgimento delle imprese.

Il premio dell’edizione 2018-19, sulla ristorazione commerciale, è stato vinto da “Ginger People&Food” di Agrigento, che si è distinto dai 9 ristoranti selezionati tra circa 100 raggiunti, insieme a “Terracotta” di Agrigento e “12 Monaci” di Fontevivo (Parma); questi ristoratori sono saliti sul podio per l’abilità di presentare il proprio menu autunnale sulla base delle linee guida del Premio basate sui 5 macro-criteri LICET. La premiazione, avvenuta con un sistema di valutazione partecipato che ha coinvolto anche i clienti dei ristoranti, ha permesso di correlare la misura delle scelte e azioni in cucina e in sala con le logiche della valutazione del benessere equo e sostenibile, riconoscendo il ruolo del ristoratore come ‘Alfiere del Territorio’, che non solo cura e propone le tipicità territoriali, bensì ne migliora la “food experience” con benefici per se stesso, i consumatori ed il territorio.

Così ha fatto Ginger People&Food che ha vinto la SMART LABEL LICET dell’associazione AREGAI, un’etichetta dinamica che lo aiuta ad attivare un dialogo con le parti interessate e facilita l’integrazione della sostenibilità nelle scelte e azioni quotidiane per massimizzare i risultati. Per questo motivo il ristoratore ha vinto anche un percorso di definizione dell’identità e degli obiettivi di crescita, offerto dall’associazione AiFOS, per la parte della sicurezza igienica, dalla società di consulenza STILLAB, per la parte di gestione della sostenibilità a 360° e dall’ente di certificazione RINA per attestare l’impegno a garantire il benessere integrando tutti i 5 macro-criteri LICET nel processo di approvvigionamento e dimostrando infine la correlazione con la norma internazionale ISO 20400 “Acquisti sostenibili”, gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) e l’indicatore BES.

Nella certezza che il benessere farà la differenza nella fidelizzazione del cliente e sulla qualità della vita della comunità locale, il premio è andato anche al Comune di Agrigento, che potrà beneficiare dei risultati dell’innovativa ricerca, finanziata dal gruppo CRAI, valorizzando ancora di più le celebrazioni dei 2.600 anni di storia che Agrigento compirà nel 2020. La ricerca è stata affidata all’Università di Palermo (Polo territoriale di Agrigento) e misurerà il benessere percepito dalla comunità in relazione all’alimentazione locale.

La condivisione di questi risultati avverrà sabato 14 dicembre durante il VI convegno nazionale AIQUAV, a Firenze, dove sarà lanciata la terza edizione del Premio BEZZO, che valorizzerà il ruolo della scuola, non solo quella alberghiera, nel preparare i giovani alla progettazione sostenibile, che per la ristorazione significa saper considerare tutto il ciclo di vita del pasto, con scelte virtuose nella valorizzazione delle produzioni locali, capaci di attivare l’innovazione e la creatività, oltre che garantire la sostenibilità economica, ambientale e sociale per la soddisfazione dei consumatori e delle generazioni future.

Qui sotto è possibile consultare la Smart Label del ristorante vincitore, Ginger People&Food (consultabile nel dettaglio a questo indirizzo), e alcune foto scattate durante la premiazione avvenuta il 27 Febbraio 2019.

 

Testimonianze video della Colazione Monferrina

Il processo di raccolta delle opinioni durante la Colazione Monferrina svoltasi a sala il 22 giugno ha coinvolto tutti gli attori della filiera. Insieme ai cittadini e visitatori, abbiamo raccolto alcune testimonianze video di alcuni protagonisti dell’evento, che vi esporremo qui:

L’artigiano Gianmaria Sabatini, che ha lavorato la pietra ottenendo il Mòn, sul quale viene servita la colazione:

Mario Melotti, Sindaco di Sala Monferrato, il comune ospitante:

Angela Severino, consigliere comunale di Sala Monferrato, comune ospitante:

Ezio Rossi, produttore locale che introduce uno dei suoi prodotti “Bontà alla nocciola

Simona Guarneri, turista proveniente da Milano che ha partecipato alla valutazione della Colazione Monferrina:

In ultimo, concludiamo con un filmato che racchiude in circa 60 secondi un’idea di quello che è stato il format in generale e delle testimonianze a riguardo. Ringraziamo ulteriormente il Sindaco Mario Melotti per la gentilezza e la disponibilità.

Per ulteriori approfondimenti, vi rimandiamo al resoconto scritto dell’evento, alla spiegazione del format e della valutazione partecipata.

Buona visione!

Resoconto della #ColazioneMonferrina a Sala

Sabato mattina nella splendida cornice di Sala Monferrato, all’interno del cortile della corte, in via Roma 9 si è svolta la prima edizione di lancio della Colazione Monferrina.

Questo evento nasce dalla collaborazione intensa tra vari attori economici del territorio monferrino, creata per la promozione di un innovativo prodotto gastronomico e guidata dall’Associazione Aregai-Terre di Benessere, con la partecipazione di Mediterranea Consulab.

Nonostante uno scroscio di pioggia antecedente l’inizio dell’evento, dalle ore 9 il cortile ha cominciato ad animarsi di visitatori, comprese figure istituzionali del territorio del Monferrato. Tra queste possiamo citare Federico Riboldi, sindaco di Casale Monferrato, Mario Melotti, sindaco ospitante della città di Sala, e altri come Gianmanuele Grossi, sindaco del vicino comune di Olivetta.

In occasione del compleanno UNESCO dunque si è dimostrato come è possibile organizzare le varie azioni degli attori locali per creare una ospitalità di qualità: i valori del modello LICET (proposto da Aregai), uniti all’attenzione e all’ascolto del giudizio finale dei partecipanti rappresentano i punti cardine e protagonisti della Colazione Monferrina. La valutazione partecipata infatti, richiesta a coloro che l’hanno assaggiata a Sala Monferrato è stata un elemento integrante per chiudere il processo proposto dal modello dinamico Licet.

 

Dal punto di vista pratico, cosa è stato proposto ai visitatori? Un insieme di alimenti kilometro zero, rappresentanti ciò che i produttori collaboranti hanno avuto da offrire: Salame cotto, muletta, tomino di latte di capra, friciulin e alici con bagnetto e monferrina. La presentazione delle pietanze è avvenuta su un altro elemento strettamente legato al territorio, ossia la Pietra del Cantone, declinata per l’ocasione in un vassoio intarsiato da portata a firma dell’artigiano Gianmarina Sabatini di Olivola. Come bevande sono stati proposti diversi vini e tisane di menta e di ortica.

Il questionario proposto in allegato, strutturato con domande chiuse e aperte (queste ultime volontarie) si è basato a sua volta sui cinque valori cardine del modello (Legame con il territorio, Innovazione, Competitività, Ecosostenibilità, Tutela della persona), per indagare non solo la qualità delle materie prima, bensì anche la qualità del servizio, la narrazione che l’accompagna e l’ospitalità a tutto tondo.

Sempre in ottica di narrazione del territorio e sguardo verso il futuro, questo evento è stato integrato nell’insieme di quelli proposti all’interno del progetto Giovani & Territorio, sviluppato sempre da Aregai in collaborazione con la Cooperativa ORSO. Alcuni ragazzi, collaboratori e volontari, hanno assistito all’evento e contribuito in modo proattivo alla riuscita, attraverso l’accoglienza degli ospiti, la produzione di materiale multimediale e l’esperienza in prima persona del format proposto.

I risultati del questionario sono stati molto chiari: su una ventina di valutazioni raccolte, il 50% ha assegnato un valore “Ottimo”, il 45% “Buono”, e soltanto il 5% “Discreto”. Una votazione collettiva, un risultato di cui essere orgogliosi, considerando a maggior ragione la novità del concept.

L’etichetta grafica ad istogramma che è stata prodotta calcolando i punteggi assegnati per ognuno dei cinque valori LICET, dimostra come sia stato alto il valore percepito e quanto si sia capito che dietro a questo pasto, il più importante della giornata, ci sia competenza e professionalità, visto che tutti i valori sono al livello skilled – Giorgio Borgiattino, presidente Aregai

L’accoglienza positiva dell’evento ha portato naturalmente al desiderio di replicare questo format nell’immediato futuro, con data e luogo da destinarsi. Significativa la dichiarazione del Sindaco di Casale Monferrato, e la sua volontà di coinvolgere tutti i 48 comuni in una giornata di “Colazioni Monferrine diffuse”. Un percorso dunque da incentivare, seguire per imparare a studiare e a gestire l’ospitalità del Monferrato con le competenze di ruralità, mediterraneità proposte.

Vi lasciamo con la testimonianza della nostra amica Barbara, nutrizionista e socia Aregai, in merito all’evento trascorso:

La valutazione Partecipata nella #ColazioneMonferrina

Per spiegare nel dettaglio cosa propone questo format partiamo da qualche domanda: qual è dunque l’obiettivo di questa proposta? In cosa si distingue questa combinazione di alimenti monferrini da qualsiasi altra proposta gastronomica? Dall’applicazione di un modello di sostenibilità chiamato LICET, marchio collettivo creato dalla nostra associazione e basato su 5 valori: il Legame con il Territorio, l’Innovazione, la Competitività trasparente, insieme all’Eco-sostenibilità delle materie prime e la Tutela della persona.

Questi valori, uniti all’attenzione e all’ascolto del giudizio finale dei visitatori, rappresentano il vero valore della Colazione Monferrina. La valutazione partecipata infatti, richiesta a coloro che decideranno di partecipare, sarà un elemento integrante per chiudere il processo proposto dal modello dinamico Licet.

Il questionario proposto al pubblico, strutturato con domande chiuse e aperte (queste ultime volontarie) si basa a sua volta sul modello LICET, per indagare non solo la qualità delle materie prima, ma anche la qualità del servizio, la narrazione che l’accompagna e l’ospitalità a tutto tondo.

Come potete vedere, il questionario è strutturato in modo da avere una compilazione semplice e intuitiva, che permetta al visitatore di compilarlo con facilità e ragionare su quanto esperito. I risultati di questa raccolta sono stati elaborati nell’istogramma seguente:

In seguito verranno elaborati ed affiancati alla valutazione tecnica per lo sviluppo della Smart Label, che potrete consultare a questo indirizzo.

Permettendo la compilazione del questionario, con le conseguenti elaborazione delle domande e ragionamenti intorno all’evento, si vogliono creare i presupposti per attirare visitatori e turisti, che si integrino con i locali nella tutela, nella creazione e nella fruizione di un nuovo concetto di bene comune, in cui qualsiasi iniziativa sia realizzabile, con il coinvolgimento della base come punto di partenza sul territorio.

Per un’analisi di carattere più tecnico, vi rimandiamo al documento di pianificazione dell’evento, consultabile qui.