2° webinar di ‘Laboratorio per la Ripresa Sostenibile’

ALFIERE DEL TERRITORIO

‘Come far ripartire la Ristorazione Locale?’ è il titolo del webinar tenutosi il 30 maggio, condotto da Associazione Aregai, in collaborazione con Mediterranea Consulab, con la partnership di Plef (Planet Life Economy Foundation) e Fenimprese.

Il webinar ha affrontato il tema della ripresa sostenibile nella ristorazione, secondo paradigmi nuovi, che tengano in considerazione non solo l’identità territoriale, le tradizioni gastronomiche, bensì come queste, nella loro capacità di creare valore, generino benessere sul territorio.

Barbara Giordano, nutrizionista ed Enza Laretto Presidente del CTS di Aregai, hanno dato inizio ai lavori.  Barbara Giordano ha trattato il tema dell’alimentazione come esperienza che influenza i nostri sensi e gioca un ruolo dominante sulla percezione di benessere e di soddisfazione, grazie alle suggestioni che gli alimenti generano quando riportano alla mente sensazioni di piacere o di disgusto, spesso appartenenti all’infanzia.

Puoi vedere tutto il webinar qui

La relazione di Emanuele Plata di Plef si è focalizzata sull’attenzione alla figura professionale dell’’Alfiere del Territorio’, vale a dire del ristoratore virtuoso, che tiene in considerazione criteri di sostenibilità integrata (ambiente, società ed economia) e si fa portavoce della comunità e dell’identità del luogo. Quindi, così come accaduto con le due edizioni del Premio Bezzo, si identifica la funzione di portatore di valore identitario, di cui l’alfiere del territorio è la ‘punta di diamante’, il portavoce attraverso la narrazione.

Un carattere molto particolare ha avuto la sezione dedicata all’Innovazione, con l’Architetto Alessia Cipolla, designer della tavola, che ha illustrato come il COVID19 abbia influenzato l’organizzazione non solo dei menù, a anche dell’apparecchiatura della tavola. Le distanze da mantenere, le monoporzioni, le nuove interazioni con i camerieri.. tutto questo non inficia l’importanza della convivialità, del mangiare insieme, come ragione prima per sedersi al ristorante. Quindi, il piacere dell’andare al ristorante rimane vivo, proprio in relazione all’importanza che la socialità ha progressivamente assunto dopo il lockdown.

Giovanna Ceccherini di Mediterranea Consulab e Franco Priarone di Agriturismo La Rossa, hanno raccontato, nel contenitore ‘Competitività e Correttezza’, l’esperienza della progettazione partecipata della ‘Colazione Monferrina’, esperimento di successo che ha messo in filiera produttori agroalimentari ed erogatori di servizi ristorativi, impegnati nella narrazione del territorio attraverso il cibo. Partendo dal sistema di valori e di stile di vita della Dieta Mediterranea, si è discusso del passaggio dal territorio alla tavola e quali strumenti di competitività possano essere messi in gioco sia a livello pubblico che privato.

Isabella Antonioni, consulente e auditor di sistemi di gestione QSA, ha affrontato il delicato tema della gestione delle sanificazioni e dei rifiuti in un puntuale excursus sui prodotti e comportamenti utili da tenere in fase di riapertura e mantenimento degli standard di qualità.

Consolata Plantone, di Unicamente, ha invece preso in esame il soddisfacimento di bisogni speciali quali per esempio l’ipovisione e la sordità. L’attenzione data a questi può davvero fare la differenza nel marketing del ristoratore, in particolare oggi, in cui i dispositivi di protezione individuale giocano un ruolo importante per le persone diversamente abili.

In chiusura, la parola a Carmelo Roccaro, del Ristorante Ginger People&Food, di Agrigento, che vinse l’edizione 2018 del Premio Bezzo, grazie alla forte componente sociale che caratterizza l’attività ristorativa, insieme a quella della cooperativa Al Kharub, di cui è presidente. Carmelo Roccato è stato insignito della Smart Label Licet  e riceverà a breve certificazione RINA. Ha raccontato l’importanza che riveste la linea guida rappresentata dal #metodolicet dell’Associazione Aregai, al fine di raggiungere l’ottimizzazione degli impatti su ambiente, società ed economia e riuscire a generare anche crescita per le categorie più svantaggiate, quali gli immigrati. Mareme Cisse, la chef senegalese che conduce il ristorante di Roccaro ne è un esempio fulgido: malgrado le mille difficoltà che hanno accompagnato la sua vita ed il rocambolesco arrivo in Italia, Mareme ha vinto nel 2019, il campionato mondiale di couscous.

‘Quindi gli ingredienti ci sono tutti?’ E’ la domanda posta Barbara Giordano, al termine della prima sessione del webinar. Sì, gli elementi ci sono tutti, sia per produrre un regime di alimentazione sana

In chiusura, la presentazione della ricerca commissionata da Plef insieme ad AREGAI e finanziata da CRAI Codè all’Università di Palermo, Polo di Agrigento, in merito alla percezione di benessere legata alla qualità dell’alimentazione.

Il professor Gaetano Gucciardo, Senior Professor di Sociologia presso l’ateneo, ha evidenziato come si distinguano tre gruppi di consumatori: i comodisti (poco attenti alla qualità e molto al prezzo, frequentatori di supermercati), i salutisti (attenti alla qualità del cibo, acquistano solitamente nei mercati rionali) e gli eco-solidali (i più attenti in assoluto alla qualità dei prodotti ed alle filiere di produzione. Acquistano dai produttori locali e sono molto attenti alla qualità). Partendo dai comodisti per arrivare agli eco-solidali, la soddisfazione cresce partendo da valori minimi per arrivare ad un’alta percezione di benessere alimentare (eco-solidali). Elemento trasversale nella valutazione del benessere e della soddisfazione individuale è la convivialità, la socialità: si sta meglio se ci si siede a mangiare in compagnia e questo influisce molto sulla percezione di salute e felicità. A questo proposito, il prof. Gucciardo si è detto incuriosito da un dato emerso dalla ricerca: il livello di felicità (salute, alimentazione, economia…) degli Agrigentini, è apparso essere ben di due punti superiore a quello della media italiana.

Un ringraziamento speciale agli studenti agrigentini, che hanno condotto le interviste in maniera impeccabile. E professionale.

 

Il prossimo ed ultimo webinar, il 6 giugno, porterà ‘a terra’ i contenuti delle due sessioni precedenti. I partecipanti si metteranno in gioco, per una prova di progettazione partecipata volta a risolvere una delle criticità più sentite nell’ospitalità del post COVID 19: quali strategie per rianimare i mercati e come poterle replicare anche in futuro?

L’invito è quindi quello di partecipare attivamente alle attività di simulazione: chi volesse iscriversi ancora, lo potrà fare registrandosi qui sotto

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Per leggere invece il resoconto del primo appuntamento clicca qui.

 

Resoconto del primo laboratorio per la ripresa sostenibile – incontro del 23 maggio

L’emergenza COVID 19 ha indotto molte attività allo stallo completo.

Tra queste, le più penalizzate dalle regole del distanziamento sociale e del contenimento del contagio sono state le imprese legate all’ospitalità ed alla ristorazione. L’associazione Aregai, insieme a Mediterranea Consulab, con il supporto di Fenimprese e di PLEF,  ha organizzato tre webinar gratuiti, inseriti nel ‘Laboratorio on line per la Ripresa Sostenibile’ con lo scopo di proporre soluzioni, strumenti e strategie all’industria turistica, al fine di attutire gli effetti della crisi e guardare oltre quest’ultima, accogliendo le nuove istanze dei consumatori e dei viaggiatori.

Il primo webinar, tenutosi il 23 maggio è stato dedicato alla scoperta del #metodolicet, creato dall’Associazione Aregai, come strumento di progettazione pubblico privato che, attraverso l’adozione di un linguaggio comune e condiviso, accompagna imprenditori, pubbliche amministrazioni e cittadini alla concreta realizzazione di obbiettivi di Benessere Equo e Sostenibile. Il BES, indicatore tutto italiano, valuta e misura l’entità di benessere e soddisfazione generata in un Paese/territorio grazie alle politiche di crescita e sviluppo adottate.

Il webinar è stato condotto da Giovanna Ceccherini, consigliere in Associazione Aregai, manager turistico e consulente per la sostenibilità alberghiera in Mediterranea Consulab. I lavori sono stati introdotti dal presidente Aregai, Giorgio Borgiattino e concluso con l’intervento della presidente del Comitato Tecnico-Scientifico dell’associazione, Enza Laretto.

Cattura schermo dei primi minuti del webinar

Durante il webinar si sono messe in evidenza le nuove leve del mercato turistico e la profilatura del nuovo viaggiatore/turista, delle sue parole chiave, riassumibili in: conservazione del territorio, sicurezza della persona , generazione di esperienze trasformative, creatività e motivazione di viaggio.

L’impegno verso gli obiettivi di creazione di benessere equo e sostenibile e di conservazione dei territori necessitano di un ‘cambio di paradigma’ radicale nei rapporti tra imprenditoria, società ed istituzioni. Attraverso cinque interventi di esperti e consulenti, abbiamo declinato i valori del #metodolicet:

Legame con il territorio ed identità: il presidente, dr. Emanuele Plata, dell’Associazione PLEF (Planet Life Eonomy Foundation) ha definito quali siano i confini materiali ed ideali di un ‘territorio’, evidenziando le strategie che possano condurre alla creazione di offerta turistica con valore aggiunto;

Innovazione: con il dr. Emanuele Dal Carlo, Presidente di Fairbnb.coop si è narrato l’impatto sociale che un innovativo modello di ricettività extralberghiera sta generando sui territori coinvolti e che prevede il re-investimento di quote di revenue a livello locale per supportare attività con finalità sociali;

Competitività e correttezza: Il dr. Mauro Battaglino, di Fenimprese, ha focalizzato l’attenzione sui nuovi modelli di accesso al credito e di finanziamento di progetto sostenibili;

Ecosostenibilità: la d.ssa Isabella Antonioni (advisor RINA) ha illustrato gli impatti che le sanificazioni e la gestione dei rifiuti speciali determinano sull’ambiente e come se ne possano contenere gli effetti più devastanti;

Tutela della Persona: di grande interesse in epoca covid 19, ha visto il dr. Riccardo Arrabito soffermarsi sulle buone pratiche di sicurezza nell’ambiente di lavoro e verso il turista al fin di garantire l’applicazione delle buone pratiche per la ripartenza della ricettività.

Non sono mancati ospiti, che hanno narrato le loro esperienze con l’applicazione del #metodolicet: una territoriale con il dr. Roberto Cerrato, direttore dell’Associazione Paesaggi Vitivinicoli di Langhe Monferrato e Roero (UNESCO), che ha raccontato dell’intensificazione delle attività associative, volte a mantenere viva l’attenzione sui Paesaggi e del’attività di narrazione per la componente della provincia di Alessandria; una alberghiera, con unimprenditore virtuoso del Monferrato, Claudo Sormani dell’Hotel Locanda Dell’Arte di Solonghello. La sua famiglia ha adottato il #metodolicet di progettazione partecipata da ormai circa 15 anni. Claudio ha testimoniato l’efficacia del metodo nella narrazione del suo territorio e la crescente attenzione dei locali e dei viaggiatori verso le attività svolte in struttura ed a favore della collettività.

I lavori sono stati apprezzati da tutti gli ascoltatori, con i quali ci risentiremo il 30 maggio, in secondo webinar dedicato alla ristorazione sostenibile con il metodo LICET. Avremo esperti ed imprenditori che racconteranno la loro visone di territorio ed innovazione, analizzeremo come rispondere ai bisogni speciali e come agre in maniera ecosostenibile in azienda. Non mancherà un importantissimo contributo sul tema della soddisfazione nella ristorazione locale, svolto dall’Università di Agrigento e che testimonia importanti legami identitari e territoriali con la Dieta Mediterranea. Per iscriversi gratuitamente,sarà sufficiente compilare il form sottostante:

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Avremo così gli strumenti utili per il webinar del 6 giugno, in cui i partecipanti porteranno le proprie esperienze nella realizzazione di progetti partecipati.

Ospitalità sostenibile: due progetti in itinere ed un metodo concreto per monitorare

Le aziende ricettive e ristorative sono sempre più coinvolte dalla crescente attenzione verso i temi della sostenibilità. Il loro core business, come servizio all’ospite ed accoglienza, implica l’esigenza del rispetto del territorio e dell’ambiente, in quanto da questo si origina l’attività imprenditoriale. Ma non solo. La durabilità passa anche attraverso società, cultura ed economia.

La sensibilizzazione verso i temi della sostenibilità va ben oltre l’ambiente e spazia su 17 obiettivi, tanti sono I Sustainable Global Goals, recensiti dall’ONU nel 2015. Essi sono i punti di arrivo che la società civile dovrebbe raggiungere entro il 2030 per permettere alla Terra ed ai suoi abitanti di continuare ad esistere in condizioni di salvaguardia ambientale, equità sociale ed economica.

Qualsiasi forma imprenditoriale, in particolare turistica, deve considerare uno o più di questi obiettivi affinchè possa davvero fornire un contributo sostanziale alla vita del Pianeta. E ne deve trasmettere la consapevolezza ai propri clienti/ospiti, cosicché questi possano vivere un’esperienza di valore e di crescita. Saranno poi loro a rendersi ambasciatori del ‘buono, bello e ben fatto’ che quel territorio, grazie ai suoi imprenditori della ricettività sanno proporre e tutelare.

Si pone quindi l’esigenza di comunicare e misurare questo impegno, per renderlo facile e semplice: perché l’ospite può essere educato alla sostenibilità e condividerne le buone pratiche al suo ritorno a casa. Ecco quindi che nasce un’esigenza: la creazione di un sistema di monitoraggio che ‘parli’ la lingua del cliente. Da qui nasce LICET, marchio collaborativo dell’Associazione Aregai-Terre di Benessere che ha messo a punto 5 criteri di valutazione, di misurazione, monitoraggio e valutazione dell’impegno profuso dalle aziende verso la creazione di benessere sostenibile sul territorio.

L’acronimo LICET sta per Legame con il territorio, Innovazione, Correttezza nella competitività, Ecosostenibilità e Tutela della Persona. Attraverso una serie di step successivi si perviene alla redazione di una ‘smart label’, un’istogramma nella forma di etichetta parlante, che racconta al turista quanto lavoro è stato profuso dall’azienda per ogni criterio. Si tratta di un modello che misura il miglioramento nel tempo, in quanto permette di scalare gli obiettivi secondo gli impegni che ogni imprenditore si prefigge di raggiungere, anche grazie alla valutazione partecipata (recensioni)che perviene dai suoi ospiti.

L’associazione Aregai ne ha dato esempio con due progetti ambiziosi: il Premio Bezzo 2018 e la ‘Colazione Monferrina

Il primo ha visto coinvolti partners prestigiosi, come l’Associazione PLEF di Milano, che si è rivolta alla valorizzazione della sostenibilità secondo i criteri LICET nella ristorazione commerciale. Si è collaborato con le Città candidate Capitali della Cultura 2020 e sono stati identificati 5 Comuni, che hanno sostenuto la candidatura di 9 ristoranti. Attraverso il percorso di valutazione LICET si è pervenuti alla definizione del Comune vincitore, Agrigento, grazie al suo ristorante Ginger People&Food. Quest’ultimo ha dimostrato di saper perseguire non solo obiettivi di difesa delle risorse territoriali ambientali e di saper generare benessere sul territorio grazie alla propria attività, bensì anche, con la sua cooperativa AlKarub, di saper parlare in termini di integrazione sociale, culturale ed economica. Ora Ginger People&Food dispone di una marcia in più, grazie a Licet: un’etichetta parlante che racconta ai suoi clienti la propria consapevolezza verso il benessere condiviso tra locali e turisti.

La ‘Colazione Monferrina’ ha visto il coinvolgimento di un gruppo di imprenditori dell’agroalimentare, della ristorazione e dell’accoglienza nel Monferrato che, consapevoli dei risultati ottenibili attraverso la collaborazione e la condivisione delle competenze di ciascuno, in termini di benessere sostenibile (ancora una volta: ambiente, società, cultura ed economia), hanno adottato i criteri LICET per la creazione di un prodotto innnovativo e promuovibile dall’intera filiera.

Produttori agroalimentari, artigiani, esperti nutrizionisti e dell’ospitalità hanno collaborato alla creazione del ‘Manifesto della Colazione Monferrina’ che ha così generato un’offerta turistica ed alimentare allineata ai criteri LICET, di cui ogni imprenditore ha fatto tesoro. Il ‘Manifesto della Colazione Monferrina’ è presso ogni azienda coinvolta, in visione al pubblico ed è prevista comunicazione digitale e social attraverso il sito dell’Associazione Aregai. Le smart label sono state redatte per ogni attore del progetto.
La prima edizione della ‘Colazione Monferrina’ è stata proposta nel Comune di Sala Monferrato, con il patrocinio ed il coinvolgimento delle autorità comunali che hanno sposato la manifestazione ed intendono coinvolgere altri territori.

Tutti questi progetti sono stati svolti collaborando con l’associazione Mediterranea consulab, nella persona di Giovanna Ceccherini. Questo contributo è stato fondamentale per approfondire l’aspetto relativo alla dieta mediterranea nell’ottica del benessere sostenibile diffuso.

La validità del modello LICET per il monitoraggio della sostenibilità generata su un territorio si distingue da ogni altro sistema di certificazione per:

  • L’utilità di misurare risultati in itinere
  • La capacità di condurre l’imprenditore ad adottare un’economia di obiettivi sostenibili scalabili, in termini di generazione di benessere per l’azienda, la società ed il visitatore
  • La sua semplicità di lettura e comprensione per il consumatore, in quanto utilizza un linguaggio condivisibile e comune
  • Il suo spettro di applicabilità, sia verso il settore privato che pubblico, in quanto basato sulla condivisione di obiettivi e su una visione olistica d’insieme.

Le aziende turistiche, che insistono sui territori e ne hanno cura per ovvi motivi anche economici, devono essere messe in grado di ragionare in termini di sostenibilità a 360 gradi, con strumenti permettano d misurare il merito dell’imprenditore ed il suo contributo al benessere non solo ambientale, bensì anche sociale ed economico. Le PA hanno un ruolo determinante, in questo caso, perché consapevoli che la ricchezza lasciata sulla destinazione dal turista deve servire per rigenerare tutta l’economia di filiera ed evitare situazioni pregiudizievoli nella convivenza pacifica tra locali e turisti.

Resoconto dello Speed Date – Giovani e Aziende in Monferrato

Sabato 26 ottobre, all’interno de birrificio Moonfrà di Casale Monferrato, si è svolto il primo appuntamento di Speed Date per il territorio, un format innovativo proposto dall’associazione Aregai Terre di Benessere e la cooperativa Orso, all’interno del progetto Monferrato Sottosopra. Questo progetto, finanziato dalla compagnia San Paolo, vede al proprio centro i giovani del territorio Monferrino, immersi all’interno di un ambiente Patrimonio dell’umanità UNESCO, pieno di risorse da scoprire.

Il fine dello Speed Date era esattamente questo: dare un’occasione a numerosi ragazzi e ragazze di incontrarsi tra loro e conoscere vari imprenditori sul territorio, aderenti a loro volta all’iniziativa.

Dopo una veloce presentazione da parte del presidente di Aregai, Giorgio Borgiattino, del progetto nell’insieme, del linguaggio LICET® e del programma in corso, a partire dalle 9:30 lo Speed Date ha preso vita. In primo luogo, un modulo consegnato ai partecipanti ha permesso loro di mettere per iscritto quali fossero le aspettative e le motivazioni che hanno portato alla loro partecipazione, utilizzando come impostazione quella fornita dai cinque valori LICET® (Legame con il territorio, Innovazione e miglioramento, Competitività e correttezza, Ecologia e Tutela della persona).

Una volta fatto ciò, le 9 aziende partecipanti (Birrificio Moonfrà, Le Spose di Marco, Vince Viaggi, Osteria Amarotto, Agriturismo La Rossa, Antica Edilizia di Sabatini Gianmaria, Zerbinati e Agenzia Tecnocasa Casale Monferrato ) hanno avuto cinque minuti a testa per presentarsi ai giovani, fornendo un breve insight del loro operato e spiegando quali fossero i punti su cui una maggior partecipazione di eventuali ragazzi avrebbe potuto fornire un valore aggiunto.

Al termine delle presentazioni è avvenuto il vero e proprio speed date. I giovani partecipanti, circa una trentina, hanno selezionato circa 3-4 aziende ciascuno, in base ad un potenziale interesse e la ricerca di un confronto. Da qui, per la successiva ora, incontri di cinque minuti, intervallati da un suono di avvertimento, hanno visto i protagonisti di entrambe le realtà incontrarsi per fare conoscenza, dialogare su quanto esperito e porre le basi per una futura collaborazione.

Al termine di questo ciclo, i vari imprenditori sono rimasti molto soddisfatti, evidenziando l’alta qualità della discussione, la buona organizzazione e la generale preparazione dei ragazzi. È stato fatto notare da molti come incontri di questo tipo non siano fattibili al di fuori di iniziative del genere, per vari limiti di contesto e possibilità dei singoli. Un approccio come quello dello Speed Date ha portato vantaggi a tutti i partecipanti: ai ragazzi che hanno potuto percepire meglio il valore delle aziende, conoscerne le difficoltà e apprezzarne l’impegno sul territorio, e alle aziende, che hanno raccontato il valore che c’è dietro ai loro prodotti e servizi ad un pubblico interessato e collaborativo, il tutto secondo un linguaggio comune fornito dagli organizzatori.

In conclusione, ciascuno dei partecipanti ha consegnato una scheda con le proprie preferenze e suggerimenti, in base agli incontri fatti; dai risultati si stilerà una mappatura che evidenzierà il valore percepito, fornendo suggerimenti e idee di miglioramento. Dopo di ciò, è stata data l’occasione ai presenti di incontrarsi liberamente e proseguire le relazioni instaurate nei cinque minuti di incontro precedenti, accompagnati da uno squisito buffet messo a disposizione dal birrificio Moonfrà.

Visto il successo di questo appuntamento, gli organizzatori sono fortemente intenzionati a replicare questo format in eventi successivi, facendo tesoro di volta in volta del feedback dei partecipanti, in un’ottica di dialogo a tutto tondo su e per il territorio.

Il Premio Bezzo raccontato dal Gruppo CRAI

Mai come adesso la prospettiva di crescita economica vede come strategico lo sviluppo sostenibile e la capacità di progettare e gestire i servizi pubblici e privati per conseguire obiettivi importanti come una migliore percezione del benessere, sicurezza, salute, opportunità lavorative, tutela dell’ambiente e coesione territoriale. Mai come adesso c’è piena consapevolezza a livello europeo e nazionale.

In questo contesto si posiziona il Premio BEZZO sostenuto dal Gruppo CRAI fin dalla sua prima edizione e che, secondo gli obiettivi delle tre associazioni organizzatrici (AREGAI, PLEF – Planet Life Economy Foundation e AIQUAV – Associazione Italiana per gli studi sulla Qualità della Vita) vuole dimostrare come, grazie alla leva competitiva della sostenibilità, sia possibile valorizzare il territorio, le sue imprese e migliorare il benessere delle persone. In questo senso il premio focalizza l’attenzione sulla ristorazione che, come anello di congiunzione tra le filiere agroalimentari e i consumatori, svolge un ruolo importante nell’influenzare positivamente l’integrazione della sostenibilità in tutte le pratiche produttive e nella sua percezione di valore da parte dei consumatori.

Nell’edizione 2017-18 sono stati premiati i capitolati di appalto progettati dalle pubbliche amministrazioni, mentre nell’edizione 2018-19 hanno partecipato al premio i ristoratori delle città finaliste della capitale italiana della cultura 2020, con i menu elaborati e preparati con creatività e competenza dagli chef ed il loro staff. Con il conferimento di assegni di ricerca del valore di 10.000 euro, ripetuti nelle due edizioni del premio, CRAI ha condiviso l’obiettivo di partecipare alla creazione della consapevolezza che il miglioramento del benessere equo e sostenibile sul territorio dipende dalle scelte e azioni quotidiane, come avviene appunto nella ristorazione.

Dell’attenzione ad un’economia responsabile e alle tematiche sociali e ambientali nel modo quotidiano di ‘fare commercio’ siano inscritte nel DNA di CRAI, ne raccontava già il Cavaliere Giuseppe Bezzo, alla cui memoria è stato dedicato il premio. Storico presidente della cooperativa Codé CRAI Ovest, egli conobbe i vantaggi del modello di valutazione partecipata LICET, utilizzato per l’assegnazione dei premi, durante la scuola estiva organizzata da PLEF nel Monferrato e chiese di estenderlo a tutti gli ambiti della ristorazione, durante la sua forzata degenza, nell’ultimo periodo di vita.

Il modello contiene 5 macro-criteri di valutazione (Legame con il territorio, Innovazione, Competitività, Eco-sostenibilità, Tutela della sicurezza e salute delle persone) e una serie di strumenti e metodologie per rendere facilmente accessibili i concetti di sviluppo sostenibile a tutti gli attori del ciclo di vita del pasto, facendo ragionare sulle scelte, azioni e comportamenti sia i produttori che i consumatori.

Il premio dell’edizione 2017 è andato al Comune di Casale Monferrato, che ha dimostrato di sapere maggiormente integrare i principi di sviluppo sostenibile e solidale negli acquisti della ristorazione collettiva, rispetto agli altri candidati che hanno comunque evidenziato un grande impegno verso i diversi utenti a cui si rivolge la ristorazione italiana: • infanzia – scolastica: Comuni di Bruino, Collegno, Casale Monferrato e Provincia di Treviso; • anziani – case di riposo: Comune di Leinì; • lavoratori – aziendale: CSI Piemonte.

Il premio vinto è consistito in una borsa di studio finanziata dal Gruppo CRAI che ha permesso, con una ricerca sperimentale, di declinare le logiche nazionali della misura del benessere equo e sostenibile (BES) sviluppate da ISTAT e CNEL. Queste logiche sono state utilizzate nel processo di definizione delle politiche economiche definite nella legge 163/2016, che ha riformato la legge di bilancio, creando uno strumento utile anche ai piccoli comuni, che va incontro alle esigenze dei sindaci, comprensibile per la comunità, facendo intuire percorsi di crescita e priorità, aprendo così la strada ad una collaborazione sistematica tra comunità ed imprese del territorio.

Il risultato ottenuto è stato descritto nel manuale applicativo scritto dal ricercatore Demetrio Miloslavo Bova “Guida per il rapporto del BES (Benessere Equo e Sostenibile) organico per comuni”, una vera e propria guida alla realizzazione in autonomia del rapporto BES in ciascuna amministrazione locale, che facilita e promuove questo approccio accelerandone la diffusione e consentendo di argomentare il successivo coinvolgimento delle imprese.

Il premio dell’edizione 2018-19, sulla ristorazione commerciale, è stato vinto da “Ginger People&Food” di Agrigento, che si è distinto dai 9 ristoranti selezionati tra circa 100 raggiunti, insieme a “Terracotta” di Agrigento e “12 Monaci” di Fontevivo (Parma); questi ristoratori sono saliti sul podio per l’abilità di presentare il proprio menu autunnale sulla base delle linee guida del Premio basate sui 5 macro-criteri LICET. La premiazione, avvenuta con un sistema di valutazione partecipato che ha coinvolto anche i clienti dei ristoranti, ha permesso di correlare la misura delle scelte e azioni in cucina e in sala con le logiche della valutazione del benessere equo e sostenibile, riconoscendo il ruolo del ristoratore come ‘Alfiere del Territorio’, che non solo cura e propone le tipicità territoriali, bensì ne migliora la “food experience” con benefici per se stesso, i consumatori ed il territorio.

Così ha fatto Ginger People&Food che ha vinto la SMART LABEL LICET dell’associazione AREGAI, un’etichetta dinamica che lo aiuta ad attivare un dialogo con le parti interessate e facilita l’integrazione della sostenibilità nelle scelte e azioni quotidiane per massimizzare i risultati. Per questo motivo il ristoratore ha vinto anche un percorso di definizione dell’identità e degli obiettivi di crescita, offerto dall’associazione AiFOS, per la parte della sicurezza igienica, dalla società di consulenza STILLAB, per la parte di gestione della sostenibilità a 360° e dall’ente di certificazione RINA per attestare l’impegno a garantire il benessere integrando tutti i 5 macro-criteri LICET nel processo di approvvigionamento e dimostrando infine la correlazione con la norma internazionale ISO 20400 “Acquisti sostenibili”, gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) e l’indicatore BES.

Nella certezza che il benessere farà la differenza nella fidelizzazione del cliente e sulla qualità della vita della comunità locale, il premio è andato anche al Comune di Agrigento, che potrà beneficiare dei risultati dell’innovativa ricerca, finanziata dal gruppo CRAI, valorizzando ancora di più le celebrazioni dei 2.600 anni di storia che Agrigento compirà nel 2020. La ricerca è stata affidata all’Università di Palermo (Polo territoriale di Agrigento) e misurerà il benessere percepito dalla comunità in relazione all’alimentazione locale.

La condivisione di questi risultati avverrà sabato 14 dicembre durante il VI convegno nazionale AIQUAV, a Firenze, dove sarà lanciata la terza edizione del Premio BEZZO, che valorizzerà il ruolo della scuola, non solo quella alberghiera, nel preparare i giovani alla progettazione sostenibile, che per la ristorazione significa saper considerare tutto il ciclo di vita del pasto, con scelte virtuose nella valorizzazione delle produzioni locali, capaci di attivare l’innovazione e la creatività, oltre che garantire la sostenibilità economica, ambientale e sociale per la soddisfazione dei consumatori e delle generazioni future.

Qui sotto è possibile consultare la Smart Label del ristorante vincitore, Ginger People&Food (consultabile nel dettaglio a questo indirizzo), e alcune foto scattate durante la premiazione avvenuta il 27 Febbraio 2019.

 

Testimonianze video della Colazione Monferrina

Il processo di raccolta delle opinioni durante la Colazione Monferrina svoltasi a sala il 22 giugno ha coinvolto tutti gli attori della filiera. Insieme ai cittadini e visitatori, abbiamo raccolto alcune testimonianze video di alcuni protagonisti dell’evento, che vi esporremo qui:

L’artigiano Gianmaria Sabatini, che ha lavorato la pietra ottenendo il Mòn, sul quale viene servita la colazione:

Mario Melotti, Sindaco di Sala Monferrato, il comune ospitante:

Angela Severino, consigliere comunale di Sala Monferrato, comune ospitante:

Ezio Rossi, produttore locale che introduce uno dei suoi prodotti “Bontà alla nocciola

Simona Guarneri, turista proveniente da Milano che ha partecipato alla valutazione della Colazione Monferrina:

In ultimo, concludiamo con un filmato che racchiude in circa 60 secondi un’idea di quello che è stato il format in generale e delle testimonianze a riguardo. Ringraziamo ulteriormente il Sindaco Mario Melotti per la gentilezza e la disponibilità.

Per ulteriori approfondimenti, vi rimandiamo al resoconto scritto dell’evento, alla spiegazione del format e della valutazione partecipata.

Buona visione!