Convegno AIQUAV e lancio del Manuale Ristor-Azione virtuosa

Si è conclusa oggi la tre giorni – 22-24 Aprile 2021- di appuntamenti organizzati dall’ Aiquav – Associazione Italiana per gli studi sulla Qualità della Vita

per il VII Convegno Nazionale AIQUAV on line.

che quest’anno ha concentrato l’attenzione su come il recupero di benessere e qualità della vita possa ripartire dai territori.

Grazie a Filomena Maggino, presidente di AIQUAV, con la quale collaboriamo da anni per il premio BEZZO dedicato alla ristorazione virtuosa, che ha coordinato la presentazione del manuale dal titolo

 

LA RISTOR-AZIONE VIRTUOSA

Guida all’uso del percorso LICET®- BES. Come cibo e ristorazione sostenibili possono contribuire al benessere del cittadino e del territorio

scritto dalla nostra Pres. CTS, Enza Laretto.

 

La presentazione è durata 1 ora suddivisa in un prima parte di illustrazione del Manuale ed una seconda per le domande ed il confronto costruttivo.

Nelle slide, che trovate cliccando qui, è presentata una sintesi del manuale illustrata secondo un percorso che parte dall’analisi del contesto di una ristorazione che il Covid-19 ha posto in una condizione di estrema sofferenza, condizionata anche dalle decisioni economiche di supporto al settore.

I mancati acquisti in cibi e bevande nel 2020 valgono oltre 9,6 miliardi di euro, i consumi fuori casa degli italiani per colazioni, pranzi e cene fuori casa sono crollati del 48% generando effetti anche su molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura, che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.

La ristorazione, ancor prima dell’emergenza dettata dal Covid-19, era in sofferenza. Una bolla pronta ad esplodere da un momento all’altro, il Covid-19 ha accelerato il processo, portando alla luce, in modo più evidente, le criticità organizzative già presenti, come l’individualismo e l’incapacità di fare sistema.

Se da un lato la ristorazione è stato il primo comparto a soffrire per le chiusure, i distanziamenti indotti dal Covid-19, lo smartworking, …, è proprio dalla ristorazione che si può attivare un cambio di mentalità a tutti i livelli, che metta il benessere delle persone al centro delle decisioni individuali e collettive.

Prima del COVID la ristorazione rappresentava:

  • 97mila lavoratori (per la ristorazione collettiva* – nei segmenti scolastico, aziendale e sanitario fornisce 860 milioni di pasti l’anno destinati a studenti, lavoratori, degenti e anziani) – https://www.ilsole24ore.com/art/mense-e-coronavirus-lockdown-stronca-settore-fipedanni-8-miliardi-ADzf97J
  • un milione di addetti (per quella commerciale fuoricasa**) – https://www.fipe.it/centro-studi/2019.html

 

L’ALFIERE DEL TERRITORIO

Il manuale descrive come la ristorazione possa diventare “Alfiere del Territorio” e giocare un ruolo strategico, soprattutto per superare la crisi che stiamo vivendo e per affrontare le sfide del futuro.

Con il manuale, la ristorazione, anello di congiunzione tra filiere produttive e consumatori, impara a comunicare il valore del piatto: il bello, il sano, il buono e del ben fatto.

La ristorazione che applica il PERCORSO LICET® – BES, si fa promotore delle scelte e azioni responsabili che generano effetti su: Legame con il territorio, l’Innovazione, la Competitività e la correttezza, l’Eco-sostenibilità e l’ecologia, la Tutela delle persone.

Andando nel particolare, questi 5 valori (le cui iniziali compongono la LICET®, che in latino significa è possibile), per un ristoratore si traducono in azioni, quali, ad esempio:

  • L – l’offerta enogastronomica con prodotti locali, …;
  • I – menù variegato con piatti per tutti i gusti e flessibilità per personalizzare l’offerta, …;
  • C – staff preparato, attenzione al rapporto qualità/prezzo, …;
  • E – menu stagionali, biodiversità, riduzione degli sprechi, …;
  • T – pasti etici, nutrizionalmente bilanciati, attenti ai bisogni speciali, …;

 

Il libro si contraddistingue per condividere un linguaggio comune e ad un sistema di valutazione partecipata del servizio di ristorazione ed altre metodologie di «posizionamento strategico sostenibile».

Chi applica il percorso LICET® – BES descritto, passo passo, nel manuale, non solo impara a fare una ristorazione vituosa, ma può anche usarla come metafora per capire come determinare gli effetti leggibili sul piano del valore aggiunto e sul piano della qualità della vita (BES), secondo le sue 12 dimensioni, a cui sia i territori, attraverso le proprie amministrazioni e le imprese possono ricondursi, individuando le vulnerabilità e le potenzialità che devono essere considerate nella propria pianificazione.

Ad esempio, per il dominio BES relativo alla SALUTE, che considera i livelli di salute della popolazione e gli stili di vita, il ristoratore impara a progettare e a preparare menu per proteggere la salute dei collaboratori e dei clienti (T2, T4) e li educa a fare scelte in grado di migliorare il loro stile di vita (T7). Inoltre, capisce che con queste azioni genera impatti che contribuiscono ad ottenere l’obiettivo SDGs 3 – SALUTE.

Il linguaggio comune si trasforma in un metro di misura quando si analizzano le azioni e i risultati ottenuti, grazie alla SMART LABEL LICET® (vedi come è fatta cliccando qui https://aregai.it/smart-labels/) che valuta:

  • la proattività, quando si supera il livello minimo del 15% per ciascun valore LICET® passando dalla reattività alla previsione per la gestione dei rischi e delle opportunità;
  • la visione olistica, quando i 5 valori superano il livello minimo del 25% e si sa agire in modo integrato;
  • l’equilibrio, ovvero quando i livelli raggiunti dei singoli 5 valori LICET® non si discostano più del 30% dal valore medio;
  • la coerenza, quando si fa riferimento in modo oggettivo agli obiettivi di sviluppo sostenibile SDGs e ci si riferisce alle dimensioni del BES e all’approccio relativo alle sue modalità di misura per orientare il miglioramento.

 

I VANTAGGI DELLA PARTECIPAZIONE NELLA VALUTAZIONE E PROGETTAZIONE

Il libro offre strumenti pratici per misurare le azioni con un sistema di valutazione partecipata che consente di mettere in relazione il produttore, i consumatori e gli esperti tecnici e di progettare il miglioramento.

Per capire facciamo un esempio.

Quando il valore raccontato al ristoratore non corrisponde al valore percepito dal consumatore, si crea un problema di credibilità. Occorre saperlo affrontare determinando le azioni per il miglioramento che possono riguardare anche responsabilità e risorse di altri, come i fornitori apparenti alla filiera.

Per esempio, se il ristoratore racconta di avere un alto livello di LEGAME CON IL TERRITORIO, ma il consumatore capisce che il menu non proviene da fornitori locali, non basta seguire la ricetta della tradizione acquistando le materie prime al supermercato, occorre lavorare sull’autenticità dei processi produttivi e saper raccontare il valore a partire della coltivazione nel campo, coinvolgendo gli agricoltori.

Solo così, il ristoratore con la sua arte della trasformazione delle materie prime accuratamente scelte in base al menu provenienti da fornitori capaci di valorizzare le caratteristiche del piatto, raggiunge l’interesse del consumatore consapevole che lo gusta, lo conosce, attiva le sensazioni e fa esperienza.

L’“Alfiere del territorio” con l’offerta del pasto ed il suo racconto, riesce a suscitare quell’evoluzione interiore necessaria per fare apprezzare tutto il valore del territorio a partire dalle aspettative individuali basate sullo stile di vita, desideri e bisogni particolari.

Importante per la ristorazione italiana, che ha una posizione da tutelare e valorizzare a livello internazionale, la dieta mediterranea.

 

A CHI SI RIVOLGE IL MANUALE?

Il manuale offre esempi e strumenti utili alla:

  • la ristorazione collettiva e a chi fa i capitolati di appalto nelle mense che sono un importante presidio di prevenzione della salute pubblica e di educazione al consumo consapevole ed al ruolo di cittadinanza attiva;
  • la ristorazione commerciale e a chi si occupa di ospitalità territoriale per accompagnare la percezione del valore ed il senso di appartenenza al territorio;
  • i clienti/utenti/consumatori, per rendersi conto degli impatti delle loro scelte di acquisto e fare attenzione verso il benessere proprio, degli altri e del territorio.
  • gli enti formativi che hanno il compito più arduo di far passare tutti questi valori alle nuove generazioni, riqualificando la propria professionalità, con ruolo un attivo nel generare nuove competenze.

 

Il manuale è suddiviso in tre capitoli:

Cap. 1

Avere il bagaglio culturale necessario per capire le logiche dello sviluppo sostenibile, dell’indice BES, degli obiettivi SDGs e di altri strumenti come la DNF, le norme ISO e UNI

Cap. 2

Imparare a valorizzare le AZIONI VIRTUOSE che generano BENESSERE, definendo il proprio piano di crescita e trovando alleanze sul territorio per promuoverlo insieme.

Cap. 3

Imparare dall’esperienza del premio BEZZO sulla ristorazione «Alfiere del territorio»:

  • capitolati di appalto
  • i menu ristorazione commerciale
  • I programmi formativi

 

Arrivati alla fine della lettura del manuale che vantaggi concreti si hanno in mano?

  • Si fa massa critica per valorizzare il ruolo della ristorazione a livello di sostenibilità e politiche territoriali che garantiscano il benessere equo e sostenibile
  • Si diffonde e si promuove il BES a tutti i territori e comunità locali.

 

Se siete arrivati fino qui a leggere e avete ancora voglia di approfondire, non vi resta che acquistare il manuale in forma cartacea o on line, cliccando qui:

https://www.francoangeli.it/Ricerca/scheda_libro.aspx?id=26636.

Seguitaci anche nelle varie iniziative, tra cui i corsi di formazione che stiamo preparando per Voi. Seguiteci su facebook @AregaiTerreDiBenessere.

CAMBIAMENTI CLIMATICI: NON BASTANO LE AZIONI AMBIENTALI

Purtroppo, tendiamo a reagire solo quando abbiamo la morte in faccia. È questo quello che è successo nella tragica pandemia che ci ha messi davanti a questa condizione.
Non è meno critico il cambiamento climatico che stiamo vivendo, anche se apparentemente non vediamo ancora morti o gravi danni per questo. I segnali che i cambiamenti climatici ci stanno dando, sono già molto più evidenti rispetto a quelli del virus invisibile. Non dimentichiamo che nella zona alpina, negli ultimi anni, abbiamo avuto le estati più calde della storia e che questo condanna i ghiacciai.
Altri effetti visibili non riguardano solo gli animali con la pelliccia, che stanno soffrendo perchè i periodi di gelo sono diminuiti in modo sorprendente, od i pesci, perchè è aumentata la temperatura dell’acqua a tutti i livelli di profondità. Gli effetti stanno già riguardando la nostra vita quotidiana per le inodandazioni dovute all’innanzamento del mare, gli allagamenti causati dalle piogge violente dopo periodi di siccità.
La fragilità dei nostri territori italiani la stiamo vedendo anche nelle frane, nei fenomeni idrogeologici delle zone alpine a appenniniche o negli incendi che potrebbero prolungarsi nei nostri boschi, o potrebbe spostarsi l’altitudine dove gli stessi si verificano.
Gli eventi climatici provocano danni non solo ambientali. Il settore agricolo e turistico si contenderanno l’acqua per la riduzione sia quantitativa che qualitativa, a causa dei fenomeni di eutrofizzazione. In ambito agricolo molte specie coltivate diminuiranno le rese e la scarsità di acqua impatterà anche sugli allevamenti.
Nei prossimi anni possiamo aspettarci un aumento di tutte quelle patologie (cardiopatie, ictus, malattie dei reni, disturbi metabolici) legate allo stress termico e all’interazione tra temperature sempre più alte e inquinanti atmosferici. A tale proposito, la Corte di giustizia Ue ha condannato l’Italia per aver violato “in maniera sistematica e continuativa” i valori massimi di concentrazione di PM 10 nell’atmosfera, in diverse zone dello Stivale (tra cui: Pianura Padana, agglomerati urbani di Milano, Roma, Torino, Padova, Verona), a partire dal 2008-2009 fino a oggi.
Le conseguenze economiche e sociali dei cambiamenti climatici investiranno soprattutto le fasce più povere della popolazione, rendendo ancora più profonde le disuguaglianze.
Siamo convinti che ogni cittadino italiano possa farsi sentire con forza nei tavoli dove si prendoono accordi sui cambiamenti climatici.
A dicembre 2020 sono passati 5 anni dall’accordo di Parigi ed i negoziati proseguiranno nelle prossime conferenze UNFCCC, comprese le aspettative per la prossima COP26, rinviata a novembre 2021 a causa di Covid-19.
L’Italia avrà un ruolo di primo piano nel processo verso la COP26, cogliamo bene questa occasione. L’Italia dovrà facilitare un accordo di alto livello sulle questioni più complesse dal punto di vista politico. Per farlo, dobbiamo prepararci.
Dai mercati internazionali del carbonio, alle tipologie di energia da utilizzare, dalle misure di mitigazione/adattamento a quelle di capacity building in relazione allo stato delle ricerche scientifiche e all’innovazione dei processi industriali e del vivere sostenibile.
Prepariamoci anche alla sensibilizzazione verso ad un cambiamento culturale per una democrazia ambientale che coinvolga l’intera opinione pubblica. Aiutiamo anche i media che devono fare la loro parte nel dibattito sul cambiamento climatico rendendolo più adeguato alla sua vicinanza rispetto ai nostri contesti territoriali ed alla sua urgenza, facendo capire che la gestione dei cambiamenti climatici è una questione prioritaria in tutti i settori, non sono dal punto di vista ambientale.
Altre azioni immediate sono:

    • rafforzamento della capacità dei territori di programmare e progettare in modo sostenibile;
    • incentivare i sistemi di valutazione degli impatti economici, ambientali e sociali di tutti i progetti, leggi e investimenti da oggi in poi;
    • valorizzare la comunicazione trasparente delle azioni fatte e dei risultati ottenuti in merito alla diminuzione dei rischi dei cambiamenti climatici
    • incentivare le aree urbane nell’adozione di soluzioni più attente a ridurre le emissioni di CO2, anche a favore della vita nei borghi minori, meno inquinanti e già più predisposti ad una maggiore garanzia di benessere e qualità della vita.

GIORNALISMO LICET®

AREGAI ritorna a far crescere le competenze dei giornalisti piemontesi con il percorso di sviluppo sostenibile partecipato LICET®. 3 ore che daranno 3 crediti formativi per un corso che ha già soddisfatto l’ordine dei giornalisti del Piemonte perchè ha visto “sold out” la prima edizione e sta già quasi completando la seconda.

Sarà perché uno dei relatori è Filomena Maggino, responsabile della Cabina di regia Benessere Italia (l’organo di supporto tecnico-scientifico al Presidente del Consiglio nell’ambito delle politiche del benessere e della valutazione della qualità della vita dei cittadini), oppure perché il Covid19 ha imposto una aumentata consapevolezza del ruolo dei giornalisti per aiutare i territori a diventare più resilienti, vista la situazione di crisi economica, ambientale e sociale che stiamo vivendo.

Come può un giornalista differenziarsi per sapere affrontare i problemi delle comunità locali e delle sfide globali?

Le notizie dei giornali, se scritte con le parole giuste, in modo oggettivo e senza assoggettamenti, sono un utile strumento per fornire informazioni preziose per posizionare strategicamente i territori grazie a parametri di qualità della vita. Anche utili per una rinascita del turismo, quando il Covid19 sarà sconfitto.

Il corso di giovedì 22 gennaio, dal titolo “Il benessere equo e sostenibile da indice ISTAT a parametro per il giornalismo del cambiamento costruttivo” offre l’opportunità ai giornalisti di diventare protagonisti strategici del cambiamento, per avviare la crescita culturale necessaria per superare la crisi che stiamo vivendo.

Il benessere non è solo welfare, ma una condizione necessaria per il posizionamento competitivo di un territorio.

Usare con consapevolezza il linguaggio della sostenibilità, analizzare compiutamente l’indice di Benessere Equo e Sostenibile (sviluppato da ISTAT e CNEL per misurare la qualità della vita di un territorio) serve per contribuire a valutare i progressi e i ritardi nel miglioramento e ricostruire un quadro completo e specifico della propria realtà. Una interessante sfida professionale per i giornalisti che vogliono diventare un punto di riferimento per informazioni utili agli stakeholders di un territorio che vuole essere attrattivo per nuovi cittadini, turisti ed investitori.

Oltre a Filomena Maggino che presenterà come “il BES e il paniere ISTAT” siano utili ai giornalisti per raccontare il territorio e spingerlo al miglioramento, gli altri argomenti saranno trattati dai relatori che operano da anni in sinergia per diffondere il benessere sui territori: Enza Laretto (Presidente del comitato tecnico scientifico di AREGAI) ed Emanuele Plata (Presidente dell’associazione PLEF).

Con il coordinamento di Silvio Garlasco in rappresentanza dell’ordine dei giornalisti piemontesi, i relatori faranno capire come “passare dal giornalismo turistico ed enogastronomico al giornalismo dell’ospitalità sostenibile” e offriranno una visione pragmatica per affrontare le criticità ed essere promotori del cambiamento costruttivo “smascherando il greenwashing, riconoscendo il valore di chi sa ospitare” e “coinvolgendo i diversi attori locali (e non) per raccontare il territorio e le sue peculiarità”.

Rimanete sintonizzati, condivideremo altre informazioni a riguardo!

I TERRITORI HANNO BISOGNO DI BENESSERE

La pandemia Covid19 ha riproposto la centralità dei territori per la ripresa economica e sociale.

Solidarietà, collaborazione tra cittadini singoli e aggregati, fiducia reciproca, potenziamento delle competenze, aumento della dignità umano diventano finalità delle politiche pubbliche.

Oggi diventa importante per un territorio costituirsi come attore collettivo, passando da un agglomerato frammentato di abitanti in un assieme dotato di una propria riconoscibilità, dove ognuno con le proprie differenze lavora e studia per generare valore condiviso a tutti i livelli.

Un evoluto modello di governance per la pubblica amministrazione è la norma ISO 18091:19 che fornisce le linee guida ai governi locali per comprendere e attuare un sistema di gestione per la qualità al fine di corrispondere alle esigenze e aspettative dei propri cittadini e altre parti interessate. Nella norma si danno le regole per un sistema di gestione applicabile a tutti i processi di un governo locale, ad ogni livello (strategico, tattico-manageriale e operativo).

La Pubblica Amministrazione in Italia dispone di un insieme di documenti e indicatori utili per valutare e migliorare le proprie performance:

  • la norma ISO 18091,
  • i documenti “made in Italy” come l’UNI/PdR 5:2013 in corso di aggiornamento,
  • l’indice BES di Benessere Equo e Sostenibile.
    Questo ultimo sviluppato dall’ISTAT e CNEL ed entrato – con la legge 163/2016 che ha riformato la legge di bilancio – a far parte del DEF, il documento di economia e finanza.

A partire dal 2017 viene presentata una relazione sugli indicatori di benessere equo e sostenibile elaborata dal Ministero di Economia e Finanza. L’obiettivo è quello di analizzare la situazione presente, confrontarla con quella dell’anno precedente e sviluppare delle politiche mirate al miglioramento degli indicatori selezionati. Questi ultimi differiscono leggermente da quelli indicati dall’Istat, mentre si dovrebbero invece applicare per intero, anzi di dovrebbero ampliare e rendere applicabili anche a livello comunale.

In questo modo le azioni fatte a livello territoriale possono essere misurate nei benefici ottenuti e orientate al miglioramento.

Un importante lavoro in tale senso è stato condotto da Demetrio Bova, con la ricerca finanziata da CRAI, grazie al premio BEZZO organizzato dalla nostra associazione AREGAI e da PLEF.

Il lavoro ha portato alla elaborazione di una Guida al RAPPORTO BES, (https://www.francoangeli.it/Ricerca/scheda_libro.aspx?Id=25705), che si rivolge direttamente ai Comuni, le realtà istituzionali più distribuite sul territorio, che possono dotarsi di un sistema di indicatori per la programmazione strategica di sviluppo equo e sostenibile e quindi per il benessere della propria comunità. Il testo permette loro, passo per passo, di poter agevolmente misurare il proprio BES (Benessere Equo e Sostenibile), un utile strumento di analisi e programmazione.

Aregai ha sviluppato inoltre, grazie al modello LICET, una guida che permette ai territori, quindi agli attori pubblici e privati di parlare lo stesso linguaggio e collaborare per realizzare i progetti di ripresa con una visione a lungo termine. Il valore aggiunto del lavoro è che permette di coinvolgere non solo la pubblica amministrazione, ma anche le aziende, i professionisti, persino i cittadini ed i turisti. La sua correlazione con il BES, gli obiettivi SDGs, le linee guida internazionali sulla responsabilità sociale di impresa e la sostenibilità, le norme ISO come la 18091:2019 e altre norme di certificazione permette non solo di fare progetti partecipati, ma anche di certificarne i sistemi di gestione e validarne i risultati.

Perché il nostro modello LICET è la soluzione giusta per i territori?

 

Perché in un momento di scarsità di risorse è necessario che la Pubblica Amministrazione collabori con gli attori locali, possa attrarre competenze e poteri che sono nelle disponibilità di una pluralità di attori pubblici e privati, istituzionali e sociali, singoli e aggregati, orientandoli verso gli obiettivi voluti.

Il focus sulle competenze e sulla capacità di programmazione partecipata dello sviluppo sostenibile è la via per i territori che vogliono ottenere benessere equo e sostenibile condiviso. Occorre rafforzare la cultura collaborativa. LICET, il marchio collettivo collaborativo fa ottenere proprio questo risultato!

LICET misura i comportamenti e quindi permette di incidere sul cambiamento necessario per il new normal.

LICET è integrato ai principi della nostra cultura mediterranea per questo adatto per valorizzare i beni materiali ed immateriali della nostra Italia, sostenere l’enogastronomia, il turismo, le produzioni locali, le industrie creative orientando la tecnologia al servizio del benessere equo e sostenibile dell’umanità.

Cliccando qui  potete scaricare una sintetica tabella che rappresenta la correlazione dei criteri LICET con le linee guida ISO, gli indicatori BES e gli SDGs.

Fatene buon uso!

 

 

2° webinar di ‘Laboratorio per la Ripresa Sostenibile’

ALFIERE DEL TERRITORIO

‘Come far ripartire la Ristorazione Locale?’ è il titolo del webinar tenutosi il 30 maggio, condotto da Associazione Aregai, in collaborazione con Mediterranea Consulab, con la partnership di Plef (Planet Life Economy Foundation) e Fenimprese.

Il webinar ha affrontato il tema della ripresa sostenibile nella ristorazione, secondo paradigmi nuovi, che tengano in considerazione non solo l’identità territoriale, le tradizioni gastronomiche, bensì come queste, nella loro capacità di creare valore, generino benessere sul territorio.

Barbara Giordano, nutrizionista ed Enza Laretto Presidente del CTS di Aregai, hanno dato inizio ai lavori.  Barbara Giordano ha trattato il tema dell’alimentazione come esperienza che influenza i nostri sensi e gioca un ruolo dominante sulla percezione di benessere e di soddisfazione, grazie alle suggestioni che gli alimenti generano quando riportano alla mente sensazioni di piacere o di disgusto, spesso appartenenti all’infanzia.

Puoi vedere tutto il webinar qui

La relazione di Emanuele Plata di Plef si è focalizzata sull’attenzione alla figura professionale dell’’Alfiere del Territorio’, vale a dire del ristoratore virtuoso, che tiene in considerazione criteri di sostenibilità integrata (ambiente, società ed economia) e si fa portavoce della comunità e dell’identità del luogo. Quindi, così come accaduto con le due edizioni del Premio Bezzo, si identifica la funzione di portatore di valore identitario, di cui l’alfiere del territorio è la ‘punta di diamante’, il portavoce attraverso la narrazione.

Un carattere molto particolare ha avuto la sezione dedicata all’Innovazione, con l’Architetto Alessia Cipolla, designer della tavola, che ha illustrato come il COVID19 abbia influenzato l’organizzazione non solo dei menù, a anche dell’apparecchiatura della tavola. Le distanze da mantenere, le monoporzioni, le nuove interazioni con i camerieri.. tutto questo non inficia l’importanza della convivialità, del mangiare insieme, come ragione prima per sedersi al ristorante. Quindi, il piacere dell’andare al ristorante rimane vivo, proprio in relazione all’importanza che la socialità ha progressivamente assunto dopo il lockdown.

Giovanna Ceccherini di Mediterranea Consulab e Franco Priarone di Agriturismo La Rossa, hanno raccontato, nel contenitore ‘Competitività e Correttezza’, l’esperienza della progettazione partecipata della ‘Colazione Monferrina’, esperimento di successo che ha messo in filiera produttori agroalimentari ed erogatori di servizi ristorativi, impegnati nella narrazione del territorio attraverso il cibo. Partendo dal sistema di valori e di stile di vita della Dieta Mediterranea, si è discusso del passaggio dal territorio alla tavola e quali strumenti di competitività possano essere messi in gioco sia a livello pubblico che privato.

Isabella Antonioni, consulente e auditor di sistemi di gestione QSA, ha affrontato il delicato tema della gestione delle sanificazioni e dei rifiuti in un puntuale excursus sui prodotti e comportamenti utili da tenere in fase di riapertura e mantenimento degli standard di qualità.

Consolata Plantone, di Unicamente, ha invece preso in esame il soddisfacimento di bisogni speciali quali per esempio l’ipovisione e la sordità. L’attenzione data a questi può davvero fare la differenza nel marketing del ristoratore, in particolare oggi, in cui i dispositivi di protezione individuale giocano un ruolo importante per le persone diversamente abili.

In chiusura, la parola a Carmelo Roccaro, del Ristorante Ginger People&Food, di Agrigento, che vinse l’edizione 2018 del Premio Bezzo, grazie alla forte componente sociale che caratterizza l’attività ristorativa, insieme a quella della cooperativa Al Kharub, di cui è presidente. Carmelo Roccato è stato insignito della Smart Label Licet  e riceverà a breve certificazione RINA. Ha raccontato l’importanza che riveste la linea guida rappresentata dal #metodolicet dell’Associazione Aregai, al fine di raggiungere l’ottimizzazione degli impatti su ambiente, società ed economia e riuscire a generare anche crescita per le categorie più svantaggiate, quali gli immigrati. Mareme Cisse, la chef senegalese che conduce il ristorante di Roccaro ne è un esempio fulgido: malgrado le mille difficoltà che hanno accompagnato la sua vita ed il rocambolesco arrivo in Italia, Mareme ha vinto nel 2019, il campionato mondiale di couscous.

‘Quindi gli ingredienti ci sono tutti?’ E’ la domanda posta Barbara Giordano, al termine della prima sessione del webinar. Sì, gli elementi ci sono tutti, sia per produrre un regime di alimentazione sana

In chiusura, la presentazione della ricerca commissionata da Plef insieme ad AREGAI e finanziata da CRAI Codè all’Università di Palermo, Polo di Agrigento, in merito alla percezione di benessere legata alla qualità dell’alimentazione.

Il professor Gaetano Gucciardo, Senior Professor di Sociologia presso l’ateneo, ha evidenziato come si distinguano tre gruppi di consumatori: i comodisti (poco attenti alla qualità e molto al prezzo, frequentatori di supermercati), i salutisti (attenti alla qualità del cibo, acquistano solitamente nei mercati rionali) e gli eco-solidali (i più attenti in assoluto alla qualità dei prodotti ed alle filiere di produzione. Acquistano dai produttori locali e sono molto attenti alla qualità). Partendo dai comodisti per arrivare agli eco-solidali, la soddisfazione cresce partendo da valori minimi per arrivare ad un’alta percezione di benessere alimentare (eco-solidali). Elemento trasversale nella valutazione del benessere e della soddisfazione individuale è la convivialità, la socialità: si sta meglio se ci si siede a mangiare in compagnia e questo influisce molto sulla percezione di salute e felicità. A questo proposito, il prof. Gucciardo si è detto incuriosito da un dato emerso dalla ricerca: il livello di felicità (salute, alimentazione, economia…) degli Agrigentini, è apparso essere ben di due punti superiore a quello della media italiana.

Un ringraziamento speciale agli studenti agrigentini, che hanno condotto le interviste in maniera impeccabile. E professionale.

 

Il prossimo ed ultimo webinar, il 6 giugno, porterà ‘a terra’ i contenuti delle due sessioni precedenti. I partecipanti si metteranno in gioco, per una prova di progettazione partecipata volta a risolvere una delle criticità più sentite nell’ospitalità del post COVID 19: quali strategie per rianimare i mercati e come poterle replicare anche in futuro?

L’invito è quindi quello di partecipare attivamente alle attività di simulazione: chi volesse iscriversi ancora, lo potrà fare registrandosi qui sotto

    Iscriviti qui agli appuntamenti che più ti interessano del nostro Webinar per la ripresa sostenibile:
    Laboratorio su turismo ed ospitalità!

    Inserisci qui i tuoi dati, in modo da ricevere la mail con il link di partecipazione alla riunione!

    Ti invieremo una mail di conferma all'iscrizione tra qualche minuto. Nel caso non comparisse, controlla nella cartella spam o scrivi direttamente una mail al nostro indirizzo segreteria@aregai.it

    Per leggere invece il resoconto del primo appuntamento clicca qui.

     

    Resoconto del primo laboratorio per la ripresa sostenibile – incontro del 23 maggio

    L’emergenza COVID 19 ha indotto molte attività allo stallo completo.

    Tra queste, le più penalizzate dalle regole del distanziamento sociale e del contenimento del contagio sono state le imprese legate all’ospitalità ed alla ristorazione. L’associazione Aregai, insieme a Mediterranea Consulab, con il supporto di Fenimprese e di PLEF,  ha organizzato tre webinar gratuiti, inseriti nel ‘Laboratorio on line per la Ripresa Sostenibile’ con lo scopo di proporre soluzioni, strumenti e strategie all’industria turistica, al fine di attutire gli effetti della crisi e guardare oltre quest’ultima, accogliendo le nuove istanze dei consumatori e dei viaggiatori.

    Il primo webinar, tenutosi il 23 maggio è stato dedicato alla scoperta del #metodolicet, creato dall’Associazione Aregai, come strumento di progettazione pubblico privato che, attraverso l’adozione di un linguaggio comune e condiviso, accompagna imprenditori, pubbliche amministrazioni e cittadini alla concreta realizzazione di obbiettivi di Benessere Equo e Sostenibile. Il BES, indicatore tutto italiano, valuta e misura l’entità di benessere e soddisfazione generata in un Paese/territorio grazie alle politiche di crescita e sviluppo adottate.

    Il webinar è stato condotto da Giovanna Ceccherini, consigliere in Associazione Aregai, manager turistico e consulente per la sostenibilità alberghiera in Mediterranea Consulab. I lavori sono stati introdotti dal presidente Aregai, Giorgio Borgiattino e concluso con l’intervento della presidente del Comitato Tecnico-Scientifico dell’associazione, Enza Laretto.

    Cattura schermo dei primi minuti del webinar

    Durante il webinar si sono messe in evidenza le nuove leve del mercato turistico e la profilatura del nuovo viaggiatore/turista, delle sue parole chiave, riassumibili in: conservazione del territorio, sicurezza della persona , generazione di esperienze trasformative, creatività e motivazione di viaggio.

    L’impegno verso gli obiettivi di creazione di benessere equo e sostenibile e di conservazione dei territori necessitano di un ‘cambio di paradigma’ radicale nei rapporti tra imprenditoria, società ed istituzioni. Attraverso cinque interventi di esperti e consulenti, abbiamo declinato i valori del #metodolicet:

    Legame con il territorio ed identità: il presidente, dr. Emanuele Plata, dell’Associazione PLEF (Planet Life Eonomy Foundation) ha definito quali siano i confini materiali ed ideali di un ‘territorio’, evidenziando le strategie che possano condurre alla creazione di offerta turistica con valore aggiunto;

    Innovazione: con il dr. Emanuele Dal Carlo, Presidente di Fairbnb.coop si è narrato l’impatto sociale che un innovativo modello di ricettività extralberghiera sta generando sui territori coinvolti e che prevede il re-investimento di quote di revenue a livello locale per supportare attività con finalità sociali;

    Competitività e correttezza: Il dr. Mauro Battaglino, di Fenimprese, ha focalizzato l’attenzione sui nuovi modelli di accesso al credito e di finanziamento di progetto sostenibili;

    Ecosostenibilità: la d.ssa Isabella Antonioni (advisor RINA) ha illustrato gli impatti che le sanificazioni e la gestione dei rifiuti speciali determinano sull’ambiente e come se ne possano contenere gli effetti più devastanti;

    Tutela della Persona: di grande interesse in epoca covid 19, ha visto il dr. Riccardo Arrabito soffermarsi sulle buone pratiche di sicurezza nell’ambiente di lavoro e verso il turista al fin di garantire l’applicazione delle buone pratiche per la ripartenza della ricettività.

    Non sono mancati ospiti, che hanno narrato le loro esperienze con l’applicazione del #metodolicet: una territoriale con il dr. Roberto Cerrato, direttore dell’Associazione Paesaggi Vitivinicoli di Langhe Monferrato e Roero (UNESCO), che ha raccontato dell’intensificazione delle attività associative, volte a mantenere viva l’attenzione sui Paesaggi e del’attività di narrazione per la componente della provincia di Alessandria; una alberghiera, con unimprenditore virtuoso del Monferrato, Claudo Sormani dell’Hotel Locanda Dell’Arte di Solonghello. La sua famiglia ha adottato il #metodolicet di progettazione partecipata da ormai circa 15 anni. Claudio ha testimoniato l’efficacia del metodo nella narrazione del suo territorio e la crescente attenzione dei locali e dei viaggiatori verso le attività svolte in struttura ed a favore della collettività.

    I lavori sono stati apprezzati da tutti gli ascoltatori, con i quali ci risentiremo il 30 maggio, in secondo webinar dedicato alla ristorazione sostenibile con il metodo LICET. Avremo esperti ed imprenditori che racconteranno la loro visone di territorio ed innovazione, analizzeremo come rispondere ai bisogni speciali e come agre in maniera ecosostenibile in azienda. Non mancherà un importantissimo contributo sul tema della soddisfazione nella ristorazione locale, svolto dall’Università di Agrigento e che testimonia importanti legami identitari e territoriali con la Dieta Mediterranea. Per iscriversi gratuitamente,sarà sufficiente compilare il form sottostante:

      Iscriviti qui agli appuntamenti che più ti interessano del nostro Webinar per la ripresa sostenibile:
      Laboratorio su turismo ed ospitalità!

      Inserisci qui i tuoi dati, in modo da ricevere la mail con il link di partecipazione alla riunione!

      Ti invieremo una mail di conferma all'iscrizione tra qualche minuto. Nel caso non comparisse, controlla nella cartella spam o scrivi direttamente una mail al nostro indirizzo segreteria@aregai.it

      Avremo così gli strumenti utili per il webinar del 6 giugno, in cui i partecipanti porteranno le proprie esperienze nella realizzazione di progetti partecipati.