CAMBIAMENTI CLIMATICI: NON BASTANO LE AZIONI AMBIENTALI

Purtroppo, tendiamo a reagire solo quando abbiamo la morte in faccia. È questo quello che è successo nella tragica pandemia che ci ha messi davanti a questa condizione.
Non è meno critico il cambiamento climatico che stiamo vivendo, anche se apparentemente non vediamo ancora morti o gravi danni per questo. I segnali che i cambiamenti climatici ci stanno dando, sono già molto più evidenti rispetto a quelli del virus invisibile. Non dimentichiamo che nella zona alpina, negli ultimi anni, abbiamo avuto le estati più calde della storia e che questo condanna i ghiacciai.
Altri effetti visibili non riguardano solo gli animali con la pelliccia, che stanno soffrendo perchè i periodi di gelo sono diminuiti in modo sorprendente, od i pesci, perchè è aumentata la temperatura dell’acqua a tutti i livelli di profondità. Gli effetti stanno già riguardando la nostra vita quotidiana per le inodandazioni dovute all’innanzamento del mare, gli allagamenti causati dalle piogge violente dopo periodi di siccità.
La fragilità dei nostri territori italiani la stiamo vedendo anche nelle frane, nei fenomeni idrogeologici delle zone alpine a appenniniche o negli incendi che potrebbero prolungarsi nei nostri boschi, o potrebbe spostarsi l’altitudine dove gli stessi si verificano.
Gli eventi climatici provocano danni non solo ambientali. Il settore agricolo e turistico si contenderanno l’acqua per la riduzione sia quantitativa che qualitativa, a causa dei fenomeni di eutrofizzazione. In ambito agricolo molte specie coltivate diminuiranno le rese e la scarsità di acqua impatterà anche sugli allevamenti.
Nei prossimi anni possiamo aspettarci un aumento di tutte quelle patologie (cardiopatie, ictus, malattie dei reni, disturbi metabolici) legate allo stress termico e all’interazione tra temperature sempre più alte e inquinanti atmosferici. A tale proposito, la Corte di giustizia Ue ha condannato l’Italia per aver violato “in maniera sistematica e continuativa” i valori massimi di concentrazione di PM 10 nell’atmosfera, in diverse zone dello Stivale (tra cui: Pianura Padana, agglomerati urbani di Milano, Roma, Torino, Padova, Verona), a partire dal 2008-2009 fino a oggi.
Le conseguenze economiche e sociali dei cambiamenti climatici investiranno soprattutto le fasce più povere della popolazione, rendendo ancora più profonde le disuguaglianze.
Siamo convinti che ogni cittadino italiano possa farsi sentire con forza nei tavoli dove si prendoono accordi sui cambiamenti climatici.
A dicembre 2020 sono passati 5 anni dall’accordo di Parigi ed i negoziati proseguiranno nelle prossime conferenze UNFCCC, comprese le aspettative per la prossima COP26, rinviata a novembre 2021 a causa di Covid-19.
L’Italia avrà un ruolo di primo piano nel processo verso la COP26, cogliamo bene questa occasione. L’Italia dovrà facilitare un accordo di alto livello sulle questioni più complesse dal punto di vista politico. Per farlo, dobbiamo prepararci.
Dai mercati internazionali del carbonio, alle tipologie di energia da utilizzare, dalle misure di mitigazione/adattamento a quelle di capacity building in relazione allo stato delle ricerche scientifiche e all’innovazione dei processi industriali e del vivere sostenibile.
Prepariamoci anche alla sensibilizzazione verso ad un cambiamento culturale per una democrazia ambientale che coinvolga l’intera opinione pubblica. Aiutiamo anche i media che devono fare la loro parte nel dibattito sul cambiamento climatico rendendolo più adeguato alla sua vicinanza rispetto ai nostri contesti territoriali ed alla sua urgenza, facendo capire che la gestione dei cambiamenti climatici è una questione prioritaria in tutti i settori, non sono dal punto di vista ambientale.
Altre azioni immediate sono:

    • rafforzamento della capacità dei territori di programmare e progettare in modo sostenibile;
    • incentivare i sistemi di valutazione degli impatti economici, ambientali e sociali di tutti i progetti, leggi e investimenti da oggi in poi;
    • valorizzare la comunicazione trasparente delle azioni fatte e dei risultati ottenuti in merito alla diminuzione dei rischi dei cambiamenti climatici
    • incentivare le aree urbane nell’adozione di soluzioni più attente a ridurre le emissioni di CO2, anche a favore della vita nei borghi minori, meno inquinanti e già più predisposti ad una maggiore garanzia di benessere e qualità della vita.

I TERRITORI HANNO BISOGNO DI BENESSERE

La pandemia Covid19 ha riproposto la centralità dei territori per la ripresa economica e sociale.

Solidarietà, collaborazione tra cittadini singoli e aggregati, fiducia reciproca, potenziamento delle competenze, aumento della dignità umano diventano finalità delle politiche pubbliche.

Oggi diventa importante per un territorio costituirsi come attore collettivo, passando da un agglomerato frammentato di abitanti in un assieme dotato di una propria riconoscibilità, dove ognuno con le proprie differenze lavora e studia per generare valore condiviso a tutti i livelli.

Un evoluto modello di governance per la pubblica amministrazione è la norma ISO 18091:19 che fornisce le linee guida ai governi locali per comprendere e attuare un sistema di gestione per la qualità al fine di corrispondere alle esigenze e aspettative dei propri cittadini e altre parti interessate. Nella norma si danno le regole per un sistema di gestione applicabile a tutti i processi di un governo locale, ad ogni livello (strategico, tattico-manageriale e operativo).

La Pubblica Amministrazione in Italia dispone di un insieme di documenti e indicatori utili per valutare e migliorare le proprie performance:

  • la norma ISO 18091,
  • i documenti “made in Italy” come l’UNI/PdR 5:2013 in corso di aggiornamento,
  • l’indice BES di Benessere Equo e Sostenibile.
    Questo ultimo sviluppato dall’ISTAT e CNEL ed entrato – con la legge 163/2016 che ha riformato la legge di bilancio – a far parte del DEF, il documento di economia e finanza.

A partire dal 2017 viene presentata una relazione sugli indicatori di benessere equo e sostenibile elaborata dal Ministero di Economia e Finanza. L’obiettivo è quello di analizzare la situazione presente, confrontarla con quella dell’anno precedente e sviluppare delle politiche mirate al miglioramento degli indicatori selezionati. Questi ultimi differiscono leggermente da quelli indicati dall’Istat, mentre si dovrebbero invece applicare per intero, anzi di dovrebbero ampliare e rendere applicabili anche a livello comunale.

In questo modo le azioni fatte a livello territoriale possono essere misurate nei benefici ottenuti e orientate al miglioramento.

Un importante lavoro in tale senso è stato condotto da Demetrio Bova, con la ricerca finanziata da CRAI, grazie al premio BEZZO organizzato dalla nostra associazione AREGAI e da PLEF.

Il lavoro ha portato alla elaborazione di una Guida al RAPPORTO BES, (https://www.francoangeli.it/Ricerca/scheda_libro.aspx?Id=25705), che si rivolge direttamente ai Comuni, le realtà istituzionali più distribuite sul territorio, che possono dotarsi di un sistema di indicatori per la programmazione strategica di sviluppo equo e sostenibile e quindi per il benessere della propria comunità. Il testo permette loro, passo per passo, di poter agevolmente misurare il proprio BES (Benessere Equo e Sostenibile), un utile strumento di analisi e programmazione.

Aregai ha sviluppato inoltre, grazie al modello LICET, una guida che permette ai territori, quindi agli attori pubblici e privati di parlare lo stesso linguaggio e collaborare per realizzare i progetti di ripresa con una visione a lungo termine. Il valore aggiunto del lavoro è che permette di coinvolgere non solo la pubblica amministrazione, ma anche le aziende, i professionisti, persino i cittadini ed i turisti. La sua correlazione con il BES, gli obiettivi SDGs, le linee guida internazionali sulla responsabilità sociale di impresa e la sostenibilità, le norme ISO come la 18091:2019 e altre norme di certificazione permette non solo di fare progetti partecipati, ma anche di certificarne i sistemi di gestione e validarne i risultati.

Perché il nostro modello LICET è la soluzione giusta per i territori?

 

Perché in un momento di scarsità di risorse è necessario che la Pubblica Amministrazione collabori con gli attori locali, possa attrarre competenze e poteri che sono nelle disponibilità di una pluralità di attori pubblici e privati, istituzionali e sociali, singoli e aggregati, orientandoli verso gli obiettivi voluti.

Il focus sulle competenze e sulla capacità di programmazione partecipata dello sviluppo sostenibile è la via per i territori che vogliono ottenere benessere equo e sostenibile condiviso. Occorre rafforzare la cultura collaborativa. LICET, il marchio collettivo collaborativo fa ottenere proprio questo risultato!

LICET misura i comportamenti e quindi permette di incidere sul cambiamento necessario per il new normal.

LICET è integrato ai principi della nostra cultura mediterranea per questo adatto per valorizzare i beni materiali ed immateriali della nostra Italia, sostenere l’enogastronomia, il turismo, le produzioni locali, le industrie creative orientando la tecnologia al servizio del benessere equo e sostenibile dell’umanità.

Cliccando qui  potete scaricare una sintetica tabella che rappresenta la correlazione dei criteri LICET con le linee guida ISO, gli indicatori BES e gli SDGs.

Fatene buon uso!

 

 

2° webinar di ‘Laboratorio per la Ripresa Sostenibile’

ALFIERE DEL TERRITORIO

‘Come far ripartire la Ristorazione Locale?’ è il titolo del webinar tenutosi il 30 maggio, condotto da Associazione Aregai, in collaborazione con Mediterranea Consulab, con la partnership di Plef (Planet Life Economy Foundation) e Fenimprese.

Il webinar ha affrontato il tema della ripresa sostenibile nella ristorazione, secondo paradigmi nuovi, che tengano in considerazione non solo l’identità territoriale, le tradizioni gastronomiche, bensì come queste, nella loro capacità di creare valore, generino benessere sul territorio.

Barbara Giordano, nutrizionista ed Enza Laretto Presidente del CTS di Aregai, hanno dato inizio ai lavori.  Barbara Giordano ha trattato il tema dell’alimentazione come esperienza che influenza i nostri sensi e gioca un ruolo dominante sulla percezione di benessere e di soddisfazione, grazie alle suggestioni che gli alimenti generano quando riportano alla mente sensazioni di piacere o di disgusto, spesso appartenenti all’infanzia.

Puoi vedere tutto il webinar qui

La relazione di Emanuele Plata di Plef si è focalizzata sull’attenzione alla figura professionale dell’’Alfiere del Territorio’, vale a dire del ristoratore virtuoso, che tiene in considerazione criteri di sostenibilità integrata (ambiente, società ed economia) e si fa portavoce della comunità e dell’identità del luogo. Quindi, così come accaduto con le due edizioni del Premio Bezzo, si identifica la funzione di portatore di valore identitario, di cui l’alfiere del territorio è la ‘punta di diamante’, il portavoce attraverso la narrazione.

Un carattere molto particolare ha avuto la sezione dedicata all’Innovazione, con l’Architetto Alessia Cipolla, designer della tavola, che ha illustrato come il COVID19 abbia influenzato l’organizzazione non solo dei menù, a anche dell’apparecchiatura della tavola. Le distanze da mantenere, le monoporzioni, le nuove interazioni con i camerieri.. tutto questo non inficia l’importanza della convivialità, del mangiare insieme, come ragione prima per sedersi al ristorante. Quindi, il piacere dell’andare al ristorante rimane vivo, proprio in relazione all’importanza che la socialità ha progressivamente assunto dopo il lockdown.

Giovanna Ceccherini di Mediterranea Consulab e Franco Priarone di Agriturismo La Rossa, hanno raccontato, nel contenitore ‘Competitività e Correttezza’, l’esperienza della progettazione partecipata della ‘Colazione Monferrina’, esperimento di successo che ha messo in filiera produttori agroalimentari ed erogatori di servizi ristorativi, impegnati nella narrazione del territorio attraverso il cibo. Partendo dal sistema di valori e di stile di vita della Dieta Mediterranea, si è discusso del passaggio dal territorio alla tavola e quali strumenti di competitività possano essere messi in gioco sia a livello pubblico che privato.

Isabella Antonioni, consulente e auditor di sistemi di gestione QSA, ha affrontato il delicato tema della gestione delle sanificazioni e dei rifiuti in un puntuale excursus sui prodotti e comportamenti utili da tenere in fase di riapertura e mantenimento degli standard di qualità.

Consolata Plantone, di Unicamente, ha invece preso in esame il soddisfacimento di bisogni speciali quali per esempio l’ipovisione e la sordità. L’attenzione data a questi può davvero fare la differenza nel marketing del ristoratore, in particolare oggi, in cui i dispositivi di protezione individuale giocano un ruolo importante per le persone diversamente abili.

In chiusura, la parola a Carmelo Roccaro, del Ristorante Ginger People&Food, di Agrigento, che vinse l’edizione 2018 del Premio Bezzo, grazie alla forte componente sociale che caratterizza l’attività ristorativa, insieme a quella della cooperativa Al Kharub, di cui è presidente. Carmelo Roccato è stato insignito della Smart Label Licet  e riceverà a breve certificazione RINA. Ha raccontato l’importanza che riveste la linea guida rappresentata dal #metodolicet dell’Associazione Aregai, al fine di raggiungere l’ottimizzazione degli impatti su ambiente, società ed economia e riuscire a generare anche crescita per le categorie più svantaggiate, quali gli immigrati. Mareme Cisse, la chef senegalese che conduce il ristorante di Roccaro ne è un esempio fulgido: malgrado le mille difficoltà che hanno accompagnato la sua vita ed il rocambolesco arrivo in Italia, Mareme ha vinto nel 2019, il campionato mondiale di couscous.

‘Quindi gli ingredienti ci sono tutti?’ E’ la domanda posta Barbara Giordano, al termine della prima sessione del webinar. Sì, gli elementi ci sono tutti, sia per produrre un regime di alimentazione sana

In chiusura, la presentazione della ricerca commissionata da Plef insieme ad AREGAI e finanziata da CRAI Codè all’Università di Palermo, Polo di Agrigento, in merito alla percezione di benessere legata alla qualità dell’alimentazione.

Il professor Gaetano Gucciardo, Senior Professor di Sociologia presso l’ateneo, ha evidenziato come si distinguano tre gruppi di consumatori: i comodisti (poco attenti alla qualità e molto al prezzo, frequentatori di supermercati), i salutisti (attenti alla qualità del cibo, acquistano solitamente nei mercati rionali) e gli eco-solidali (i più attenti in assoluto alla qualità dei prodotti ed alle filiere di produzione. Acquistano dai produttori locali e sono molto attenti alla qualità). Partendo dai comodisti per arrivare agli eco-solidali, la soddisfazione cresce partendo da valori minimi per arrivare ad un’alta percezione di benessere alimentare (eco-solidali). Elemento trasversale nella valutazione del benessere e della soddisfazione individuale è la convivialità, la socialità: si sta meglio se ci si siede a mangiare in compagnia e questo influisce molto sulla percezione di salute e felicità. A questo proposito, il prof. Gucciardo si è detto incuriosito da un dato emerso dalla ricerca: il livello di felicità (salute, alimentazione, economia…) degli Agrigentini, è apparso essere ben di due punti superiore a quello della media italiana.

Un ringraziamento speciale agli studenti agrigentini, che hanno condotto le interviste in maniera impeccabile. E professionale.

 

Il prossimo ed ultimo webinar, il 6 giugno, porterà ‘a terra’ i contenuti delle due sessioni precedenti. I partecipanti si metteranno in gioco, per una prova di progettazione partecipata volta a risolvere una delle criticità più sentite nell’ospitalità del post COVID 19: quali strategie per rianimare i mercati e come poterle replicare anche in futuro?

L’invito è quindi quello di partecipare attivamente alle attività di simulazione: chi volesse iscriversi ancora, lo potrà fare registrandosi qui sotto

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    Laboratorio su turismo ed ospitalità!

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    Ti invieremo una mail di conferma all'iscrizione tra qualche minuto. Nel caso non comparisse, controlla nella cartella spam o scrivi direttamente una mail al nostro indirizzo segreteria@aregai.it

    Per leggere invece il resoconto del primo appuntamento clicca qui.

     

    Resoconto del primo laboratorio per la ripresa sostenibile – incontro del 23 maggio

    L’emergenza COVID 19 ha indotto molte attività allo stallo completo.

    Tra queste, le più penalizzate dalle regole del distanziamento sociale e del contenimento del contagio sono state le imprese legate all’ospitalità ed alla ristorazione. L’associazione Aregai, insieme a Mediterranea Consulab, con il supporto di Fenimprese e di PLEF,  ha organizzato tre webinar gratuiti, inseriti nel ‘Laboratorio on line per la Ripresa Sostenibile’ con lo scopo di proporre soluzioni, strumenti e strategie all’industria turistica, al fine di attutire gli effetti della crisi e guardare oltre quest’ultima, accogliendo le nuove istanze dei consumatori e dei viaggiatori.

    Il primo webinar, tenutosi il 23 maggio è stato dedicato alla scoperta del #metodolicet, creato dall’Associazione Aregai, come strumento di progettazione pubblico privato che, attraverso l’adozione di un linguaggio comune e condiviso, accompagna imprenditori, pubbliche amministrazioni e cittadini alla concreta realizzazione di obbiettivi di Benessere Equo e Sostenibile. Il BES, indicatore tutto italiano, valuta e misura l’entità di benessere e soddisfazione generata in un Paese/territorio grazie alle politiche di crescita e sviluppo adottate.

    Il webinar è stato condotto da Giovanna Ceccherini, consigliere in Associazione Aregai, manager turistico e consulente per la sostenibilità alberghiera in Mediterranea Consulab. I lavori sono stati introdotti dal presidente Aregai, Giorgio Borgiattino e concluso con l’intervento della presidente del Comitato Tecnico-Scientifico dell’associazione, Enza Laretto.

    Cattura schermo dei primi minuti del webinar

    Durante il webinar si sono messe in evidenza le nuove leve del mercato turistico e la profilatura del nuovo viaggiatore/turista, delle sue parole chiave, riassumibili in: conservazione del territorio, sicurezza della persona , generazione di esperienze trasformative, creatività e motivazione di viaggio.

    L’impegno verso gli obiettivi di creazione di benessere equo e sostenibile e di conservazione dei territori necessitano di un ‘cambio di paradigma’ radicale nei rapporti tra imprenditoria, società ed istituzioni. Attraverso cinque interventi di esperti e consulenti, abbiamo declinato i valori del #metodolicet:

    Legame con il territorio ed identità: il presidente, dr. Emanuele Plata, dell’Associazione PLEF (Planet Life Eonomy Foundation) ha definito quali siano i confini materiali ed ideali di un ‘territorio’, evidenziando le strategie che possano condurre alla creazione di offerta turistica con valore aggiunto;

    Innovazione: con il dr. Emanuele Dal Carlo, Presidente di Fairbnb.coop si è narrato l’impatto sociale che un innovativo modello di ricettività extralberghiera sta generando sui territori coinvolti e che prevede il re-investimento di quote di revenue a livello locale per supportare attività con finalità sociali;

    Competitività e correttezza: Il dr. Mauro Battaglino, di Fenimprese, ha focalizzato l’attenzione sui nuovi modelli di accesso al credito e di finanziamento di progetto sostenibili;

    Ecosostenibilità: la d.ssa Isabella Antonioni (advisor RINA) ha illustrato gli impatti che le sanificazioni e la gestione dei rifiuti speciali determinano sull’ambiente e come se ne possano contenere gli effetti più devastanti;

    Tutela della Persona: di grande interesse in epoca covid 19, ha visto il dr. Riccardo Arrabito soffermarsi sulle buone pratiche di sicurezza nell’ambiente di lavoro e verso il turista al fin di garantire l’applicazione delle buone pratiche per la ripartenza della ricettività.

    Non sono mancati ospiti, che hanno narrato le loro esperienze con l’applicazione del #metodolicet: una territoriale con il dr. Roberto Cerrato, direttore dell’Associazione Paesaggi Vitivinicoli di Langhe Monferrato e Roero (UNESCO), che ha raccontato dell’intensificazione delle attività associative, volte a mantenere viva l’attenzione sui Paesaggi e del’attività di narrazione per la componente della provincia di Alessandria; una alberghiera, con unimprenditore virtuoso del Monferrato, Claudo Sormani dell’Hotel Locanda Dell’Arte di Solonghello. La sua famiglia ha adottato il #metodolicet di progettazione partecipata da ormai circa 15 anni. Claudio ha testimoniato l’efficacia del metodo nella narrazione del suo territorio e la crescente attenzione dei locali e dei viaggiatori verso le attività svolte in struttura ed a favore della collettività.

    I lavori sono stati apprezzati da tutti gli ascoltatori, con i quali ci risentiremo il 30 maggio, in secondo webinar dedicato alla ristorazione sostenibile con il metodo LICET. Avremo esperti ed imprenditori che racconteranno la loro visone di territorio ed innovazione, analizzeremo come rispondere ai bisogni speciali e come agre in maniera ecosostenibile in azienda. Non mancherà un importantissimo contributo sul tema della soddisfazione nella ristorazione locale, svolto dall’Università di Agrigento e che testimonia importanti legami identitari e territoriali con la Dieta Mediterranea. Per iscriversi gratuitamente,sarà sufficiente compilare il form sottostante:

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      Laboratorio su turismo ed ospitalità!

      Inserisci qui i tuoi dati, in modo da ricevere la mail con il link di partecipazione alla riunione!

      Ti invieremo una mail di conferma all'iscrizione tra qualche minuto. Nel caso non comparisse, controlla nella cartella spam o scrivi direttamente una mail al nostro indirizzo segreteria@aregai.it

      Avremo così gli strumenti utili per il webinar del 6 giugno, in cui i partecipanti porteranno le proprie esperienze nella realizzazione di progetti partecipati.

      Ospitalità sostenibile: due progetti in itinere ed un metodo concreto per monitorare

      Le aziende ricettive e ristorative sono sempre più coinvolte dalla crescente attenzione verso i temi della sostenibilità. Il loro core business, come servizio all’ospite ed accoglienza, implica l’esigenza del rispetto del territorio e dell’ambiente, in quanto da questo si origina l’attività imprenditoriale. Ma non solo. La durabilità passa anche attraverso società, cultura ed economia.

      La sensibilizzazione verso i temi della sostenibilità va ben oltre l’ambiente e spazia su 17 obiettivi, tanti sono I Sustainable Global Goals, recensiti dall’ONU nel 2015. Essi sono i punti di arrivo che la società civile dovrebbe raggiungere entro il 2030 per permettere alla Terra ed ai suoi abitanti di continuare ad esistere in condizioni di salvaguardia ambientale, equità sociale ed economica.

      Qualsiasi forma imprenditoriale, in particolare turistica, deve considerare uno o più di questi obiettivi affinchè possa davvero fornire un contributo sostanziale alla vita del Pianeta. E ne deve trasmettere la consapevolezza ai propri clienti/ospiti, cosicché questi possano vivere un’esperienza di valore e di crescita. Saranno poi loro a rendersi ambasciatori del ‘buono, bello e ben fatto’ che quel territorio, grazie ai suoi imprenditori della ricettività sanno proporre e tutelare.

      Si pone quindi l’esigenza di comunicare e misurare questo impegno, per renderlo facile e semplice: perché l’ospite può essere educato alla sostenibilità e condividerne le buone pratiche al suo ritorno a casa. Ecco quindi che nasce un’esigenza: la creazione di un sistema di monitoraggio che ‘parli’ la lingua del cliente. Da qui nasce LICET, marchio collaborativo dell’Associazione Aregai-Terre di Benessere che ha messo a punto 5 criteri di valutazione, di misurazione, monitoraggio e valutazione dell’impegno profuso dalle aziende verso la creazione di benessere sostenibile sul territorio.

      L’acronimo LICET sta per Legame con il territorio, Innovazione, Correttezza nella competitività, Ecosostenibilità e Tutela della Persona. Attraverso una serie di step successivi si perviene alla redazione di una ‘smart label’, un’istogramma nella forma di etichetta parlante, che racconta al turista quanto lavoro è stato profuso dall’azienda per ogni criterio. Si tratta di un modello che misura il miglioramento nel tempo, in quanto permette di scalare gli obiettivi secondo gli impegni che ogni imprenditore si prefigge di raggiungere, anche grazie alla valutazione partecipata (recensioni)che perviene dai suoi ospiti.

      L’associazione Aregai ne ha dato esempio con due progetti ambiziosi: il Premio Bezzo 2018 e la ‘Colazione Monferrina

      Il primo ha visto coinvolti partners prestigiosi, come l’Associazione PLEF di Milano, che si è rivolta alla valorizzazione della sostenibilità secondo i criteri LICET nella ristorazione commerciale. Si è collaborato con le Città candidate Capitali della Cultura 2020 e sono stati identificati 5 Comuni, che hanno sostenuto la candidatura di 9 ristoranti. Attraverso il percorso di valutazione LICET si è pervenuti alla definizione del Comune vincitore, Agrigento, grazie al suo ristorante Ginger People&Food. Quest’ultimo ha dimostrato di saper perseguire non solo obiettivi di difesa delle risorse territoriali ambientali e di saper generare benessere sul territorio grazie alla propria attività, bensì anche, con la sua cooperativa AlKarub, di saper parlare in termini di integrazione sociale, culturale ed economica. Ora Ginger People&Food dispone di una marcia in più, grazie a Licet: un’etichetta parlante che racconta ai suoi clienti la propria consapevolezza verso il benessere condiviso tra locali e turisti.

      La ‘Colazione Monferrina’ ha visto il coinvolgimento di un gruppo di imprenditori dell’agroalimentare, della ristorazione e dell’accoglienza nel Monferrato che, consapevoli dei risultati ottenibili attraverso la collaborazione e la condivisione delle competenze di ciascuno, in termini di benessere sostenibile (ancora una volta: ambiente, società, cultura ed economia), hanno adottato i criteri LICET per la creazione di un prodotto innnovativo e promuovibile dall’intera filiera.

      Produttori agroalimentari, artigiani, esperti nutrizionisti e dell’ospitalità hanno collaborato alla creazione del ‘Manifesto della Colazione Monferrina’ che ha così generato un’offerta turistica ed alimentare allineata ai criteri LICET, di cui ogni imprenditore ha fatto tesoro. Il ‘Manifesto della Colazione Monferrina’ è presso ogni azienda coinvolta, in visione al pubblico ed è prevista comunicazione digitale e social attraverso il sito dell’Associazione Aregai. Le smart label sono state redatte per ogni attore del progetto.
      La prima edizione della ‘Colazione Monferrina’ è stata proposta nel Comune di Sala Monferrato, con il patrocinio ed il coinvolgimento delle autorità comunali che hanno sposato la manifestazione ed intendono coinvolgere altri territori.

      Tutti questi progetti sono stati svolti collaborando con l’associazione Mediterranea consulab, nella persona di Giovanna Ceccherini. Questo contributo è stato fondamentale per approfondire l’aspetto relativo alla dieta mediterranea nell’ottica del benessere sostenibile diffuso.

      La validità del modello LICET per il monitoraggio della sostenibilità generata su un territorio si distingue da ogni altro sistema di certificazione per:

      • L’utilità di misurare risultati in itinere
      • La capacità di condurre l’imprenditore ad adottare un’economia di obiettivi sostenibili scalabili, in termini di generazione di benessere per l’azienda, la società ed il visitatore
      • La sua semplicità di lettura e comprensione per il consumatore, in quanto utilizza un linguaggio condivisibile e comune
      • Il suo spettro di applicabilità, sia verso il settore privato che pubblico, in quanto basato sulla condivisione di obiettivi e su una visione olistica d’insieme.

      Le aziende turistiche, che insistono sui territori e ne hanno cura per ovvi motivi anche economici, devono essere messe in grado di ragionare in termini di sostenibilità a 360 gradi, con strumenti permettano d misurare il merito dell’imprenditore ed il suo contributo al benessere non solo ambientale, bensì anche sociale ed economico. Le PA hanno un ruolo determinante, in questo caso, perché consapevoli che la ricchezza lasciata sulla destinazione dal turista deve servire per rigenerare tutta l’economia di filiera ed evitare situazioni pregiudizievoli nella convivenza pacifica tra locali e turisti.

      Resoconto dello Speed Date – Giovani e Aziende in Monferrato

      Sabato 26 ottobre, all’interno de birrificio Moonfrà di Casale Monferrato, si è svolto il primo appuntamento di Speed Date per il territorio, un format innovativo proposto dall’associazione Aregai Terre di Benessere e la cooperativa Orso, all’interno del progetto Monferrato Sottosopra. Questo progetto, finanziato dalla compagnia San Paolo, vede al proprio centro i giovani del territorio Monferrino, immersi all’interno di un ambiente Patrimonio dell’umanità UNESCO, pieno di risorse da scoprire.

      Il fine dello Speed Date era esattamente questo: dare un’occasione a numerosi ragazzi e ragazze di incontrarsi tra loro e conoscere vari imprenditori sul territorio, aderenti a loro volta all’iniziativa.

      Dopo una veloce presentazione da parte del presidente di Aregai, Giorgio Borgiattino, del progetto nell’insieme, del linguaggio LICET® e del programma in corso, a partire dalle 9:30 lo Speed Date ha preso vita. In primo luogo, un modulo consegnato ai partecipanti ha permesso loro di mettere per iscritto quali fossero le aspettative e le motivazioni che hanno portato alla loro partecipazione, utilizzando come impostazione quella fornita dai cinque valori LICET® (Legame con il territorio, Innovazione e miglioramento, Competitività e correttezza, Ecologia e Tutela della persona).

      Una volta fatto ciò, le 9 aziende partecipanti (Birrificio Moonfrà, Le Spose di Marco, Vince Viaggi, Osteria Amarotto, Agriturismo La Rossa, Antica Edilizia di Sabatini Gianmaria, Zerbinati e Agenzia Tecnocasa Casale Monferrato ) hanno avuto cinque minuti a testa per presentarsi ai giovani, fornendo un breve insight del loro operato e spiegando quali fossero i punti su cui una maggior partecipazione di eventuali ragazzi avrebbe potuto fornire un valore aggiunto.

      Al termine delle presentazioni è avvenuto il vero e proprio speed date. I giovani partecipanti, circa una trentina, hanno selezionato circa 3-4 aziende ciascuno, in base ad un potenziale interesse e la ricerca di un confronto. Da qui, per la successiva ora, incontri di cinque minuti, intervallati da un suono di avvertimento, hanno visto i protagonisti di entrambe le realtà incontrarsi per fare conoscenza, dialogare su quanto esperito e porre le basi per una futura collaborazione.

      Al termine di questo ciclo, i vari imprenditori sono rimasti molto soddisfatti, evidenziando l’alta qualità della discussione, la buona organizzazione e la generale preparazione dei ragazzi. È stato fatto notare da molti come incontri di questo tipo non siano fattibili al di fuori di iniziative del genere, per vari limiti di contesto e possibilità dei singoli. Un approccio come quello dello Speed Date ha portato vantaggi a tutti i partecipanti: ai ragazzi che hanno potuto percepire meglio il valore delle aziende, conoscerne le difficoltà e apprezzarne l’impegno sul territorio, e alle aziende, che hanno raccontato il valore che c’è dietro ai loro prodotti e servizi ad un pubblico interessato e collaborativo, il tutto secondo un linguaggio comune fornito dagli organizzatori.

      In conclusione, ciascuno dei partecipanti ha consegnato una scheda con le proprie preferenze e suggerimenti, in base agli incontri fatti; dai risultati si stilerà una mappatura che evidenzierà il valore percepito, fornendo suggerimenti e idee di miglioramento. Dopo di ciò, è stata data l’occasione ai presenti di incontrarsi liberamente e proseguire le relazioni instaurate nei cinque minuti di incontro precedenti, accompagnati da uno squisito buffet messo a disposizione dal birrificio Moonfrà.

      Visto il successo di questo appuntamento, gli organizzatori sono fortemente intenzionati a replicare questo format in eventi successivi, facendo tesoro di volta in volta del feedback dei partecipanti, in un’ottica di dialogo a tutto tondo su e per il territorio.