PROGRAMMA FIT – Parte il corso di imprenditoria femminile, per farsi ispirare dall’economia circolare!

L’obiettivo generale della partnership FIT è preparare e testare un programma di miglioramento specificamente progettato per supportare le donne imprenditrici nell’avviare o rimodellare il proprio business utilizzando modelli di business di economia circolare con una solida struttura finanziaria. L’economia circolare offre una straordinaria opportunità per introdurre nuove norme etiche nel mondo degli affari e perfezionare l’equilibrio tra profitto e responsabilità sociale. Per raggiungere l’obiettivo del progetto i partner svilupperanno un programma di formazione, che prevede momenti di formazione online e offline, cioè in classe, con un supporto di mentori lungo tutto il percorso, selezionati tra esperti delle materie del programma.

 

Il programma è stato progettato per aiutare le donne con un’idea imprenditoriale o coloro che già gestiscono un’impresa a

  • sviluppare le competenze necessarie a dirigere un’impresa sostenibile, responsabile ed etica
  • imparare i nuovi modelli di business, quelli basati sull’economia circolare
  • aumentare la loro capacità di prendere decisioni in campo finanziario e strategico
  • aumentare le competenze necessarie per organizzare il proprio lavoro, gestire i dipendenti e i collaboratori
  • creare reti e iniziare collaborazioni stabili grazie al supporto di formatori, coach e mentori

Il programma è diviso in lezioni teoriche erogate online, e lezioni pratiche erogate con la metodologia “workshop”.

Al termine del corso si metterà in pratica quanto appreso per cominciare a creare un’impresa in modo graduale.

Il programma è diviso in 4 macro-aree

ESSERE UNA IMPRENDITRICE SMART

Elementi di economia circolare per ispirare nuove idee e trovare aree di miglioramento per uno sviluppo sostenibile, e scoprire le proprie doti e motivazioni per essere un’imprenditrice capace di fissare obiettivi smart.

CREARE UN BUSINESS SOSTENIBILE

Capire meglio la sostenibilità per aumentare la capacità di pianificazione a lungo termine ed aumentare le competenze organizzative e di leadership per gestire al meglio collaboratori e consulenti, ma soprattutto, adottare una visione ispirata a principi etici e di tutela ambientale e dei diritti di tutti.

CREARE RETI E SINERGIE

Attività volte a migliorare le competenze di comunicazione e networking, nonché di marketing e capacità di capire i bisogni del mercato e dei portatori di interesse, per dare un contributo concreto allo sviluppo del territorio.

PROGRAMMARE LO SVILUPPO

Il corso si conclude con l’accompagnamento nella stesura di un business plan o nella revisione di un piano aziendale esistente. Al termine del corso, verranno affrontati anche alcuni elementi di finanza sostenibile e nuovi strumenti finanziari digitali, al fine di offrire un quadro completo di tutti gli aspetti necessari alla gestione aziendale.

La parte teorica sarà effettuata in aula, presso l’ente di formazione

ARTU’ ENTE FORMATIVO – CORSO ORBASSANO 336 – 10137 TORINO (TO)

Per maggiori informazioni e per iscrizioni, inviate una email a ass.aregai@gmail.com

Riferimento: 2020-1-EL01-KA204-078802

Sito web: https://the-fitproject.eu/

Durata:

Inizio: 01 settembre 2020
Fine: 31 agosto 2022

Tipologia:

Programma: ERASMUS+
Partenariati strategici

La pare teorica online, sarà effettuata su GOOGLE MEET, riceverete il link via email, una volta che vi sarete iscritte.

IL RISTORANTE ARMONIE IN CORTE

Ieri il ristorante Armonie in Corte ha ricevuto la #LABELLICET, la prima etichetta creata per aiutare le imprese ad arrivare al cuore e alla mente delle persone aiutandole  a capire il valore delle scelte fatte per garantire una migliore qualità della vita per sé stessi, gli altri ed il territorio.

Il territorio in questo caso è la Baraggia, un’area pedemontana situata al confine nord-est del Piemonte, nelle province di Vercelli e di Biella, che dalle prealpi del Monte Rosa si sviluppa verso il piano a terrazzi.

 

Il ristorante si sta impegnando un percorso che lo sta trasformando da #riceresort ad #Alfieredelterritorio, anello di congiunzione tra la produzione agricola degli ingredienti che vanno a finire nel piatto alla produzioni di emozioni che gli attori locali possono offrire con le loro attività culturali, educative e di scambio di conoscenze ed esperienze.

 

La #LABELLICET è stata consegnata dopo un’autovalutazione assistita composta da 38 domande che hanno permesso di analizzare nel dettaglio le scelte fatte dal ristorante per essere LEGATO AL TERRITORIO, INNOVATIVO, COMPETITIVO, ECO-SOSTENIBILE e capace di TUTELARE LE PERSONE.

Il percorso intrapreso dal ristorante è descritto nel libro RISTOR-AZIONE VIRTUOSA, pubblicato da FRANCO ANGELI e consente di attuare il primo sistema di gestione sostenibile territoriale per il miglioramento della qualità della vita con la partecipazione della comunità locale che coinvolge amministratori, imprese e cittadini/turisti.

 

Armonie in Corte per compiere il prossimo passo ha deciso di partecipare al PANIERE MERITOCRATICO – Valore alle esperienze autentiche – nato per “dar voce a l’Italia che Merita”.Un contenitore messo a disposizione dall’associazione Meritocrazia Italia che con il suo dipartimento nazionale dedicato al turismo si propone di essere una rete sostenibile che connette persone e organizzazioni pubbliche e private (PMI, associazioni, Comuni, professionisti) impegnate a dare diffusione a prodotti, servizi, aspetti culturali di un territorio ancora poco conosciuti, ma utili a incidere sulla qualità di vita di abitanti e per turisti.

 

Armonie in Corte è Alfiere del Territorio perchè con questa iniziativa ha aderito al un progetto di alto valore culturale che consente di costruire una narrazione delle diverse realtà locali dell’ospitalità e dei servizi sociali rivolta inizialmente ai 5200 cittadini attivi associati a Meritocrazia Italia che si pone come megafono per raggiungere tante altre X che vogliono emozionare ed emozionarsi secondo nuovi modelli e stili di vita e di consumo che mettono al centro il Prodotto Interno Umano.

 

 

 

 

 

La valutazione partecipata del modello LICET è stata già applicata in altri territori, come ad Agrigento, ai ristoranti vincitori del PREMIO BEZZO.

All’evento realizzato in Baraggia, ieri 22 febbraio 2022,  oltre ad aziende agricole,  tour operator, professionisti della narrazione, anche con strumenti come la fotografia, hanno partecipato le Autorità Locali con la presenza del Sindaco di Buronzo Lorenzo Gozzi, del Sindaco di Gifflenga Elisa Pollero, del Sindaco di Strona Davide Cappio e dell’Assessore di Buronzo Roberto Sottura.
L’evento di progettazione partecipata si è concluso alla sera con il Presidente dell’associazione PLEF, partner di AREGAI, ed il rappresentante del Consorzio NAPA, acronimo di Naviglio Pavese, zona di Milano assai nota per le recenti ristrutturazioni di edifici dediti alla Ristorazione, per significare un coinvolgimento di area vasta, dove ognuno grazie a LICET, partecipata valorizzando la propria identità sostenibile.
…. il miglioramento continua …..

Final meeting for the project “Enabling Sustainable Growth and Transformation of SMEs with a Focus on Work-Based Learning” (GT4SME)

 

The 6th and final transnational project meeting of the Erasmus+ Strategic Partnership project “Enabling Sustainable Growth and Transformation of SMEs with a Focus on Work-Based Learning” (GT4SME) took place in a hybrid way between 11. – 12.10.2021. While part of the consortium partners met in Turin, Italy, the other partners joined remotely.


The main objective of the project is to support SME-educators in their work in four topic fields to enable sustainable SME growth and transformation eventually. These are Digital Transformation Internationalization, Financial Access, and Impact. In order to improve knowledge and practical experience of the consortium partners, four TPMs have been planned to have a practical thematic aspect dedicated to one of the four project topics.

To support work-based learning experience, these TPMs have been planned to incorporate a ‘thematic workshop’ to which the consortium has invited a ‘guest SME representative’ (the case-SME) and worked on the specific project topic together. Consortium partners have applied various workshop methodologies during these thematic TPMs and the accumulated knowledge has been integrated into the final project deliverable, the digital toolkit.
While the specific four project topics have been worked on intensively in the previously organized TPMs, the purpose of the final TPM was to ‘close’ the GT4SME project.

 

Partners discussed how they have benefited from the project, the knowledge and skills they have gained during the project meetings and how the project has had an impact in their organizations’ current and future activities. They also reviewed the last steps for the completion of the project’s final deliverable, the digital toolkit, and discussed how they can disseminate it in their own professional network. Finally, partners had the opportunity to talk about future partnership possibilities and determined certain project ideas that would be based on the results of GT4SME.

 

While the project is approaching its end (end date: 31.10.2021), the final project deliverable, the digital toolkit, will be published on the project website and spread through the project’s social media accounts (Facebook / Instagram). The toolkit will present useful information for SME-educators and SMEs on the project’s four topics, as well as certain good practice examples that the consortium worked on during the project.

 

LA RIPRESA NEL TURISMO PASSA – ANCHE – DAL CIBO

 

Turismo di prossimità, prodotti a km 0, stagionalità, attenzione ai consumi, cura dell’ambiente, conservazione del territorio, inclusione, digitalizzazione… queste solo alcune delle parole che sentiamo pronunciare spesso quando si parla di ripresa del turismo in Italia. Il tema della transizione – non solo ecologica, ci auguriamo, ma anche sociale – sta spingendo molti operatori ad immaginare nuovi turismi ed in particolare intercettare, se presente, il nuovo viaggiatore.

Uno dei focus principali, quando si parla di sostenibilità, è il cibo. E certamente, in un Paese come l’Italia, in cui per cultura il cibo è parte integrante delle nostre tradizioni, consuetudini, costumi, in cui esso è uno asset nazionale di valore senza pari al mondo che genera ricchezza ed attrattività, è essenziale porci una domanda: La ripresa del turismo quanto è condizionata da una nuova consapevolezza nell’alimentazione?

Pensiamo che il condizionamento sia forte e debba spingere gli operatori ad immaginare, prototipare un’offerta turistica in cui effettivamente il viaggiatore venga messo in condizioni di nutrire e far crescere quella consapevolezza. Il turismo enogastronomico gioca un ruolo fondamentale in questa partita. Non solo. Anche laddove non si viaggi con intenti dichiaratamente enogastronomici, le destinazioni sono chiamate a far propri i nuovi paradigmi dell’alimentazione, uniti a servizi di ospitalità gradevoli ed appaganti.

 

L’Italia porta in grembo quello stile di vita mediterraneo, quel set di valori che parlano di accoglienza fin dall’epoca greco-romana ed in cui il cibo sano è stile di vita – non a caso si parla di dieta mediterranea – che vede l’inclusione, la comunità e la convivialità come parti integranti dello star bene. Questo non è il linguaggio del turismo?

 

Per noi un’alimentazione sana è quella che genera benessere per le comunità e per i viaggiatori, che non impatta sull’ambiente e che è attenta alla filiera di produzione. Un’alimentazione accessibile economicamente ed il cui modello viene comunicato parlando la lingua del legame con il territorio, dell’innovazione, della creatività competitiva, dell’ecosostenibilità e della tutela delle persone. Attorno ad un sano progetto di alimentazione ruota una comunicazione di valori tangibili, la cui attuazione deve essere toccata con mano da chi ad esso si avvicina.

In Piemonte, vincitore dell’Oscar del turismo enogastronomico, si parla da tempo di sostenibilità alimentare e turistica come di un connubio inscindibile. Le sperimentazioni in corso su nuovi prototipi di colazioni (colazione LICET) e l’organizzazione di premi come il Bezzo (in cui si persegue la ristor-azione come disseminazione di sostenibilità alimentare e turistica) ne sono gli esempi più virtuosi, che possono tracciare la strada verso la concreta attuazione di quei ‘nuovi paradigmi’ turistici di cui si sente parlare.

#sostenibilità
#turismo
#enogastronomia
#cucinaitaliana
#premioBezzo

COMUNICARE AL VIAGGIATORE

Il viaggiatore è una creatura in costante evoluzione. La pandemia ha radicalizzato comportamenti che erano già in essere, potenziandoli. Che tipo di comunicazione si attende il ‘cittadino temporaneo’ e come coinvolgerlo?

 

Si parla molto, anche in virtù del nuovo PNRR (Piano Nazionale di Resilienza e di Ripresa), di come si stia evolvendo il turismo e di quali siano le leve che potranno attrarre i nuovi viaggiatori.

Innovazione tecnologica ed inclusione sociale traghetteranno il comparto verso una dimensione nuova, in cui l’offerta Paese possa finalmente dimostrarsi compatta ed univoca, capace di  competere con altre destinazioni meno attraenti , ma meglio organizzate e più attente alle nuove dinamiche di scelta.

In effetti, sta perdendo consistenza la definizione di ‘turista’ che tende a vivere la destinazione come un prodotto di consumo. Da anni, però, si fa strada un profilo nuovo, quello del viaggiatore-cittadino temporaneo: viaggio e casa si sovrappongono, si sommano, diventano gli addendi che generano un nuovo risultato, quello della scoperta e della crescita personale. Si cerca il contatto con la persona del posto, con i suoi usi e costumi, ci si vuole immergere nella vita locale… proprio come un cittadino temporaneo.

Queste nuove dinamiche hanno favorito una ‘staycation’ piuttosto che una ‘vacation’: l’esigenza di dover lavorare da remoto ha fatto si che molti scelgano località diverse dalla propria abitazione per lavorare e vivere, anche durante diversi mesi. Appunto come cittadini temporanei, che al piacere del viaggio uniscono quello del contatto con un nuovo ‘senso del luogo’.

Se il viaggiatore cambia, l’operatore turistico, la comunità civile e la pubblica amministrazione non possono restare a guardare. Serve ripensare il turismo secondo nuovi paradigmi di viaggio, sviluppando anche nuove competenze e nuove strategie di azione.

 

Noi in Aregai da anni aiutiamo progettazioni turistiche partecipate, nazionali ed internazionali, secondo criteri che, assimilando le tre aree della sostenibilità (ambientale, sociale ed economica), si adeguino e calzino bene con le caratteristiche che distinguono l’‘industria turistica’ da ogni altra e che quindi richiede una misura, un monitoraggio ed una comunicazione specifici e tutt’altro che generici.

Alla base di ogni azione progettuale, la partecipazione di tutti gli attori territoriali è essenziale per mettere a regime le condizioni di un miglioramento continuo (non ‘crescita’, bensì miglioramento), che sappia parlare la lingua del viaggiatore, come idioma condiviso dalla destinazione. Di quale lingua stiamo parlando? Dell’unica possibile per la rigenerazione turistica: la lingua che parla del senso del luogo, del Legame con il territorio, della capacità di Innovazione, della Competitività equa ed eticamente corretta, dell’impegno verso l’Ecosotenibilità ed infine della Tutela delle persone.

Ecco, questa lingua deve forgiare la nuova comunicazione, che si racchiude in un unico acronimo, ‘L.I.C.E.T.’, che definisce anche i cinque criteri applicativi di progettualità, monitoraggio e misura messi a punto da Aregai nel corso di diversi anni di sperimentazioni nazionali ed internazionali.

L.IC.E.T. è quindi uno strumento guida, che permette di agire in termini di innovazione e competitività mantenendo l’equilibrio con le specificità territoriali, con la conservazione dell’ambiente e con la generazione di benessere per cittadino e viaggiatore/cittadino temporaneo.

Marketing e comunicazione si orienteranno sempre più in quella direzione: l‘inclusione sociale, intesa come creazione di benessere rispettoso delle esigenze di tutt*, può passare solo da una visione integrata tra gestione delle risorse territoriali, ambiente ed economia. Avrebbe poco senso parlare, per esempio, delle minacce generate dai cambiamenti climatici, se prima non si educano cittadini e viaggiatori ad impegnarsi nel rispetto del bene comunela destinazione – come luogo il benessere fa rima con conservazione ed inclusione. La resilienza e la ripresa del Piano Nazionale passano da quel nodo cruciale che è l’inclusione ed attorno alla quale ruotano l’ecosostenibilità e l’economia di ogni Paese.

Così come la nuovissima norma UNI/ISO 30415 sul tema della gender equality dimostra, il tema dell’inclusione sociale è un caposaldo anche nell’innovazione turistica: l’identità di genere è un argomento di cui il PNRR si occupa, definendo l’urgenza di mettere a sistema strategie, modelli di gestione pubblica e privata virtuosi.

Disporre di strumenti e strategie che raccontino l’impegno di una destinazione, di un’azienda, di un evento in maniera chiara e semplice per il viaggiatore, utilizzare la digitalizzazione per migliorare la fruizione intelligente dei luoghi, educare a non consumare i territori, bensì a conservarli sono missioni che alcuni Paesi, anche meno attrattivi dell’Italia, stanno già valorizzando da tempo. Tutto questo, per noi Italiani, non dovrebbe essere nuovo. Se ci pensiamo bene, la cultura mediterranea di cui siamo permeati (quello stile di vita che va sotto il nome di ‘Dieta Mediterranea’ e che è molto più che solo sana alimentazione), va proprio in quella direzione, quella dell’accoglienza e dell’inclusione. Attingiamo da lì, adottiamo le giuste tecnologie, educhiamo gli operatori e le istituzioni ai nuovi paradigmi della domanda turistica e potremo davvero competere come destinazione attrattiva per la sua rinnovata ospitalità.

 

‘foto tratta da pixabay.com

 

GT4SME Fourth Transnational Project Meeting on the Topic “Impact”

The 4th transnational project meeting of the Erasmus+ Strategic Partnership project “Enabling Sustainable Growth and Transformation of SMEs with a Focus on Work-Based Learning” (GT4SME) took place in a hybrid way between 26. – 28.07.2021. While part of the consortium partners met at IDOP in Zagreb, Croatia, the other partners joined remotely in online sessions.

The main objective of the project is to support SME-educators in their work in four topic fields to enable sustainable SME growth and transformation eventually. These are Digital Transformation Internationalization, Financial Access, and Impact.

In order to improve knowledge and practical experience of the consortium partners, four TPMs have been planned to have a practical thematic aspect dedicated to one of the four project topics. To support work-based learning experience, these TPMs have been planned to incorporate a ‘thematic workshop’ to which the consortium invites a ‘guest SME representative’ (the case-SME) and works on the specific project topic together.

The specific theme of the 4th TPM was ‘incorporation of positive impact values’, shortly Impact. It was spread to three days (26th, 27th and 28th July 2021) and each day had one or two online sessions during which the entire consortium came together.

During the meeting sessions consortium partners not only evaluated the overall project progress, but also worked on the final project deliverable of ‘digital toolkit’, which will be a useful source of information on project’s four topics for SME-educators and SMEs.

They discussed and exchanged knowledge on the topic of Impact, with a particular focus on sustainability, non-financial reporting, EU Taxonomy and the related challenges and opportunities for the SMEs. The workshop with the case-SME, a Croatian apple producer, provided partners with a chance to go deeper into the TPM topic and understand it in the context of agriculture / food industry.

As part of project’s dissemination, the consortium has been publishing blogs on the project website and spreading them through the project’s social media accounts (Facebook / Instagram), which present valuable knowledge on project’s four topics; or share best-practice examples from Europe in general and partner countries in particular; or discuss global issues that touch upon project’s scope.

More detailed information on the specific topics and practices covered in the 4th TPM can be followed through above-mentioned social media channels, as the consortium will publish blogs on them in the coming weeks.